Circa due anni fa espressi a me stesso un desiderio, ovvero quello di poter trasferire molti dei concetti che tratto nei miei corsi ai ragazzi adolescenti.
Purtroppo la scuola non prende in minima considerazione alcune tematiche che risultano invece determinanti nella qualità della vita dei futuri adulti, quali gli aspetti relazionali, la comunicazione o l'approccio ai problemi.
I nostri ragazzi si ritrovano così a dover affrontare un mondo sempre più complesso con strumenti o informazioni uguali a quelli di cinquant'anni fa, con tutte le conseguenze facilmente osservabili da chiunque abbia figli o nipoti.
Sarà un progetto senza fine di lucro, ed il piccolo contributo che chiederemo servirà solo a coprire i costi vivi ed organizzativi. Questo per permettere a chiunque di potersi iscrivere, senza che il fattore economico possa diventare discriminante. E soprattutto sarà un progetto pilota che, una volta avviato, potrà essere replicato anche in altre città d'Italia.
Fabrizio Cotza Blog
Acquisire consapevolezza per migliorare la propria vita personale e professionale.
domenica 19 maggio 2013
Junior Academy: un percorso di crescita per i nostri ragazzi.
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martedì 23 aprile 2013
Differenze tra l'Italia e il Nord Europa
Era da tempo che mi chiedevo quali fossero le differenze sostanziali che stanno determinando una frattura incolmabile tra i cosiddetti PIIGS (cioè i paesi che in Europa stanno peggiorando sotto il profilo economico e sociale) e quelli che invece stanno crescendo o comunque mantenendo la propria ricchezza.
Per rispondere a questa domanda, andando oltre ai classici luoghi comuni, ho deciso di visitare in un breve ma intenso tour di due settimane la Germania, l'Olanda e il Belgio.
La prima sorpresa è stata che dei tre Paesi quello che mi ha colpito favorevolmente di più è stato il Belgio (e non la Germania come ipotizzavo). Tenendo infatti in considerazione fattori non solo economici ma anche sociali, ho trovato in loro aspetti legati alla qualità di vita più vicini al mio concetto di "benessere".
In generale (sebbene più spiccato in Belgio) quello che a mio parere ci differenzia da loro è legato a questi fattori:
Per rispondere a questa domanda, andando oltre ai classici luoghi comuni, ho deciso di visitare in un breve ma intenso tour di due settimane la Germania, l'Olanda e il Belgio.
La prima sorpresa è stata che dei tre Paesi quello che mi ha colpito favorevolmente di più è stato il Belgio (e non la Germania come ipotizzavo). Tenendo infatti in considerazione fattori non solo economici ma anche sociali, ho trovato in loro aspetti legati alla qualità di vita più vicini al mio concetto di "benessere".
In generale (sebbene più spiccato in Belgio) quello che a mio parere ci differenzia da loro è legato a questi fattori:
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lunedì 8 aprile 2013
Come salvare la nostra Azienda Stato
Se lo Stato fosse un'azienda, chi sarebbero i proprietari? Ovviamente tutti noi cittadini.
I politici quindi non sono altro che manager che noi paghiamo per fare in modo che l'azienda produca utili, benessere per la comunità, sviluppo.
Per deformazione professionale sono abituato a pensare in termini molto pratici, e se un'azienda dovesse cominciare ad accumulare debiti e a creare problemi per la comunità (magari perché inquina) le prime due cose che farei sarebbero queste:
1. Incontro con i manager per verificare i seguenti fattori:
a. Competenza tecnica
b. Competenza organizzativa
c. Competenza relazionale
d. Onestà
Tutti e 4 questi fattori sono infatti indispensabili per poter gestire le complesse dinamiche aziendali.
Se riscontrassi gravi lacune in una o più di queste aree selezionerei le persone da tenere e individuerei quelle da mandare via. A coloro che hanno creato danni ingenti non darei ovviamente alcun tipo di bonus, né lo proporrei ad un'altra azienda. Semplicemente si dovrebbero cercare un altro posto di lavoro, sicuramente con ruoli di minor responsabilità.
Al loro posto assumerei nuovi manager che abbiano le qualità e competenze necessarie per risollevare le sorti dell'azienda.
Fin qui tutto piuttosto semplice e logico.
I politici quindi non sono altro che manager che noi paghiamo per fare in modo che l'azienda produca utili, benessere per la comunità, sviluppo.
Per deformazione professionale sono abituato a pensare in termini molto pratici, e se un'azienda dovesse cominciare ad accumulare debiti e a creare problemi per la comunità (magari perché inquina) le prime due cose che farei sarebbero queste:
1. Incontro con i manager per verificare i seguenti fattori:
a. Competenza tecnica
b. Competenza organizzativa
c. Competenza relazionale
d. Onestà
Tutti e 4 questi fattori sono infatti indispensabili per poter gestire le complesse dinamiche aziendali.
Se riscontrassi gravi lacune in una o più di queste aree selezionerei le persone da tenere e individuerei quelle da mandare via. A coloro che hanno creato danni ingenti non darei ovviamente alcun tipo di bonus, né lo proporrei ad un'altra azienda. Semplicemente si dovrebbero cercare un altro posto di lavoro, sicuramente con ruoli di minor responsabilità.
Al loro posto assumerei nuovi manager che abbiano le qualità e competenze necessarie per risollevare le sorti dell'azienda.
Fin qui tutto piuttosto semplice e logico.
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sabato 30 marzo 2013
Coerenza o buon senso?
La situazione politica di questi giorni mi dà lo spunto per affrontare un argomento in cui molte persone si sono trovate nella loro vita: la difficile scelta tra il restare "coerenti" con quelli che sono i propri valori o le proprie idee, rispetto al perseguire azioni dettate dal cosiddetto "buon senso".
Un esempio classico, che spesso devo gestire all'interno di aziende a conduzione famigliare, è il seguente: figlio del titolare, il quale vorrebbe svolgere un'attività diversa da quella svolta dal padre, ma più affine ai propri talenti. Magari il padre è leader nella produzione di bulloni e lui vorrebbe fare l'artista.
Il "buon senso" vorrebbe che il figlio proseguisse l'attività paterna, magari sana e redditizia, piuttosto che intraprendere qualcosa di incerto. Rimanendo invece "coerente" con se stesso dovrebbe rinunciare all'opportunità che il padre gli dà, rischiando l'incerta professione artistica.
La fregatura sta nel fatto che qualsiasi decisione prenderà il figlio alla fine deluderà qualcuno. Nel primo caso deluderà se stesso e nell'arco degli anni potrebbe essere vittima di rimpianti, nel secondo probabilmente deluderà le aspettative paterne rischiando di avere in futuro molti rimorsi.
Un esempio classico, che spesso devo gestire all'interno di aziende a conduzione famigliare, è il seguente: figlio del titolare, il quale vorrebbe svolgere un'attività diversa da quella svolta dal padre, ma più affine ai propri talenti. Magari il padre è leader nella produzione di bulloni e lui vorrebbe fare l'artista.
Il "buon senso" vorrebbe che il figlio proseguisse l'attività paterna, magari sana e redditizia, piuttosto che intraprendere qualcosa di incerto. Rimanendo invece "coerente" con se stesso dovrebbe rinunciare all'opportunità che il padre gli dà, rischiando l'incerta professione artistica.
La fregatura sta nel fatto che qualsiasi decisione prenderà il figlio alla fine deluderà qualcuno. Nel primo caso deluderà se stesso e nell'arco degli anni potrebbe essere vittima di rimpianti, nel secondo probabilmente deluderà le aspettative paterne rischiando di avere in futuro molti rimorsi.
giovedì 28 marzo 2013
Auguri di Buona Pasqua da All Winners!
venerdì 8 marzo 2013
Cerco qualunque tipo di lavoro, tranne...
Ricevo giornalmente decine di candidature spontanee da parte di persone che mi dicono: "Tu che sei a contatto con molte aziende, non è che potresti darmi una mano a trovare lavoro? Sono disposto a fare tutto!".
Sono sempre ben lieto di aiutare persone volenterose e in gamba, peccato che:
1. Spesso non ti mandano neppure il curriculum, o se te lo mandano è fatto talmente male che non si capisce che ti tipo di competenze abbiano (forse per questo sono disposti a fare tutto?). In molti casi allegano immagini che potrebbero essere perfette per il concorso "mandaci la tua foto che avresti voluto strappare": in spiaggia, abbracciati ad altra gente, con espressione depressa, sfuocate, di quando avevano 14 anni...
Sono sempre ben lieto di aiutare persone volenterose e in gamba, peccato che:
1. Spesso non ti mandano neppure il curriculum, o se te lo mandano è fatto talmente male che non si capisce che ti tipo di competenze abbiano (forse per questo sono disposti a fare tutto?). In molti casi allegano immagini che potrebbero essere perfette per il concorso "mandaci la tua foto che avresti voluto strappare": in spiaggia, abbracciati ad altra gente, con espressione depressa, sfuocate, di quando avevano 14 anni...
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sabato 2 marzo 2013
Come capire se una start-up può avere successo
Sempre più persone, vista la difficoltà nel trovare lavoro, prendono in considerazione l'ipotesi di aprire una propria attività. Alletta l'idea di non dover più rendere conto a un "capo" o di poter esprimere tutte le proprie potenzialità creative, sebbene la scelta a volte sia piuttosto azzardata.
Affermare "Vorrei fare qualcosa di mio, ma non so ancora bene cosa" è già un pessimo inizio, perché manifesta più una "speranza" che un vero e proprio progetto.
Ma anche quando l'idea è chiara ci sono dati ed informazioni indispensabili (spesso parte di un buon business plan) che non possono assolutamente mancare.
Ecco le principali:
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giovedì 28 febbraio 2013
Webinar gratuito "Per fortuna c'è la crisi!"
Sono stato invitato a partecipare ad una interessante iniziativa, ovvero una serie di 15 seminari on line dedicati alla Consapevolezza. Si parlerà di crescita personale in generale e nel mio intervento nello specifico mi concentrerò sulla comprensione di quello che ci attende in campo economico, finanziario e lavorativo in genere.
Partendo appunto dalla "consapevolezza" della situazione attuale passerò poi ad illustrare gli scenari che si porranno di fronte a tutti noi nei prossimi anni, nel bene e nel male.
Il webinar riprende il titolo di un mio libro pubblicato in prima edizione nel 2008, in cui già preannunciavo la necessità di cambiare molte delle nostre abitudini lavorative, soprattutto per chi deve gestire un'attività imprenditoriale.
Da allora ho aggiornato costantemente i miei consigli, sia all'interno del libro che durante i miei seminari in giro per l'Italia. Martedì 5 Marzo 2013, alle ore 21.00, sarò lieto di trasferirvi gratuitamente questi concetti, al fine di rendere più facile lo sviluppo della propria attività o semplicemente il mantenimento del proprio lavoro.
Per poter partecipare alla serata, stando comodamente seduti sulla poltrona di casa vostra, sarà sufficiente iscriversi qui: www.simposiodellaconsapevolezza.com.
Subito dopo la registrazione ti verrà inviata una mail con tutte le indicazioni per poter accedere gratuitamente al webinar.
Al termine del mio intervento risponderò anche alle vostre domande e verranno estratti alcuni premi tra cui la partecipazione gratuita ad un incontro formativo del mio seminario "Il Professionista del Futuro".
Vi aspetto numerosi!
Aggiornamento del 10 Marzo:
Qui è possibile vedere la registrazione del webinar per chi si fosse perso la diretta: Per fortuna c'è la crisi!
Partendo appunto dalla "consapevolezza" della situazione attuale passerò poi ad illustrare gli scenari che si porranno di fronte a tutti noi nei prossimi anni, nel bene e nel male.
Il webinar riprende il titolo di un mio libro pubblicato in prima edizione nel 2008, in cui già preannunciavo la necessità di cambiare molte delle nostre abitudini lavorative, soprattutto per chi deve gestire un'attività imprenditoriale.
Da allora ho aggiornato costantemente i miei consigli, sia all'interno del libro che durante i miei seminari in giro per l'Italia. Martedì 5 Marzo 2013, alle ore 21.00, sarò lieto di trasferirvi gratuitamente questi concetti, al fine di rendere più facile lo sviluppo della propria attività o semplicemente il mantenimento del proprio lavoro.
Per poter partecipare alla serata, stando comodamente seduti sulla poltrona di casa vostra, sarà sufficiente iscriversi qui: www.simposiodellaconsapevolezza.com.
Subito dopo la registrazione ti verrà inviata una mail con tutte le indicazioni per poter accedere gratuitamente al webinar.
Al termine del mio intervento risponderò anche alle vostre domande e verranno estratti alcuni premi tra cui la partecipazione gratuita ad un incontro formativo del mio seminario "Il Professionista del Futuro".
Vi aspetto numerosi!
Qui è possibile vedere la registrazione del webinar per chi si fosse perso la diretta: Per fortuna c'è la crisi!
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venerdì 22 febbraio 2013
I diritti dell'elettore
Ascoltando i
vari politicanti alternarsi in televisione,
i quali rigurgitano le solite fuffe propagandistiche,
mi sono chiesto cosa maggiormente mi crea questo
insopportabile senso di nausea.
i quali rigurgitano le solite fuffe propagandistiche,
mi sono chiesto cosa maggiormente mi crea questo
insopportabile senso di nausea.
E l’ho
capito.
Ho capito
che non ci hanno mai detto quali sono i nostri
diritti come elettori.
diritti come elettori.
Allora lo
farò io per loro, casomai qualcuno di noi li
abbia dimenticati in questi lunghi anni di dittatura.
abbia dimenticati in questi lunghi anni di dittatura.
domenica 17 febbraio 2013
Stress positivo e stress negativo
Si parla sempre più spesso di quanto la vita sia stressante e di come questo fattore condizioni la nostra vita (e, purtroppo, anche la nostra salute).
Eppure in pochi conoscono il vero concetto di stress (che derivata dal latino "strictus", che significa compresso) e che solo dal 1936, grazie al fisiologo H.Selye, si sia definito cos'è veramente lo stress.
Come potrete sentire in questo video, estratto da un intervento che ho fatto recentemente su questo argomento, in realtà non esiste solo un tipo di stress, bensì due: quello positivo (definito come "eustress") e quello negativo (definito come "distress").
Il Distress a suo volta può avere due cause, molto differenti tra loro: quelle esterne (e non controllabili) e quelli interne (controllabili).
Il catalogare in maniera più chiara di che stress parliamo ci aiuta anche a gestirlo in maniera più efficace, trasformando il distress (negativo) in eustress (positivo).
Buona visione!
Eppure in pochi conoscono il vero concetto di stress (che derivata dal latino "strictus", che significa compresso) e che solo dal 1936, grazie al fisiologo H.Selye, si sia definito cos'è veramente lo stress.
Come potrete sentire in questo video, estratto da un intervento che ho fatto recentemente su questo argomento, in realtà non esiste solo un tipo di stress, bensì due: quello positivo (definito come "eustress") e quello negativo (definito come "distress").
Il Distress a suo volta può avere due cause, molto differenti tra loro: quelle esterne (e non controllabili) e quelli interne (controllabili).
Il catalogare in maniera più chiara di che stress parliamo ci aiuta anche a gestirlo in maniera più efficace, trasformando il distress (negativo) in eustress (positivo).
Buona visione!
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mercoledì 23 gennaio 2013
Persone che fanno la differenza in azienda
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Quanto può valere una singola persona all'interno di un'azienda?
Cerchiamo di capirlo attraverso queste due storie, una famosa ed un'altra capitata a me personalmente.Quella famosa:
Un bambino inglese, Luka Apps, perde un personaggio di una scatola di Lego, che aveva acquistato mettendo via i propri risparmi. Il padre gli consiglia di scrivere all'azienda, ed il figlio lo fa davvero. Questa è la lettera:
"Ciao.
Il mio nome è Luka Apps ed ho 7 anni.
Con tutti i miei risparmi di Natale mi sono comprato il kit NinjaGo del Predatore Ultra Sonico. E’ davvero molto bello.
Papà mi ha portato al centro commerciale e mi ha detto di lasciare i personaggi a casa ma io li ho portati con me ed ho perso Jay ZX al negozio perché mi è caduto dal cappotto.
Sono davvero dispiaciuto d’averlo perso. Papà mi ha detto di spedirvi una mail per vedere se è possibile averne un altro.
Prometto di non portarlo mai più in giro se me lo spedite".
Probabilmente un'azienda normale non avrebbe neppure risposto, oppure si sarebbe limitata a inviare il personaggio con una lettera standard di saluti.
Invece un operatore del servizio clienti, un certo Richard, ha fatto di più, rispondendo personalmente a Luka in questo modo:
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venerdì 28 dicembre 2012
Cosa ho imparato nel 2012
Fino a poco tempo fa dedicavo gli ultimi giorni di Dicembre a pensare e poi a stilare gli obiettivi per l'anno successivo. Devo ammettere che funzionava, ma come direbbe un ex incallito fumatore a chi gli offre una gustosa sigarettina "grazie, ho smesso".
Adesso trovo più interessante fare il punto dell'anno appena trascorso e lasciare che il futuro segua il suo percorso, tenendo solo ferma la rotta sui miei valori e sulla vision personale (che, a differenza degli obiettivi, non chiarisce il "dove" vuoi andare bensì il "perché" vuoi andarci).
Ebbene, in quest'anno ho imparato parecchie cose, molte delle quali grazie alla famigerata krisi!
Ecco le principali 25:
1. Che se lavori meno tempo questo può giovare alla qualità del lavoro stesso, e quindi al risultato finale.
2. Che se stai bene nella tua casa ti secca andare in vacanza negli hotel.
3. Che è meglio avere un orto che un giardino.
4. Che se uno mi è amico davvero mi difende con chi parla male di me senza che io sia presente.
5. Che i veri amici sono pocherrimi.
6. Che quando uno ti fa un torto è molto probabile che si allontani da te, facendo l'offeso.
7. Che ci sono persone che non metti tra gli amici ma che ti vogliono ugualmente un sacco di bene.
8. Che quando pensi di sapere perfettamente una cosa accade un evento che rimette tutto in discussione.
9. Che alcuni preferiscono distorcere i ricordi di quell'evento piuttosto che mettere in discussione le loro certezze.
10. Che è durissima ammettere pubblicamente di aver sbagliato su alcune cose che consideravi vere.
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