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HAPPY ACADEMY - Creiamo oggi un futuro più felice per i nostri ragazzi


Quest'anno sono riuscito a realizzare uno dei miei più grandi sogni, ovvero la creazione di una Junior Academy per ragazzi. 

Il progetto è stato talmente gratificante e di successo che nel 2015 vorrei farlo evolverlo in qualcosa di ancora più completo: l'HAPPY ACADEMY.

L’Happy Academy ha come obiettivo dare ai ragazzi, dai 18 ai 25 anni, tutti gli strumenti per realizzarsi come persone e professionisti.

Il percorso durerà 6 mesi, con 14 incontri totali di mezza giornata ciascuno
I docenti saranno qualificati formatori aziendali, esperti di comunicazione e crescita personale ed affermati imprenditori in cerca di giovani talenti da inserire nelle proprie aziende.

Le tematiche verteranno su 3 aree principali: conoscenza di se stessi (4 incontri), comprensione degli altri (4 incontri), realizzazione nel lavoro (4 incontri). 
Gli altri due incontri saranno quello di apertura e quello di chiusura.

Le nuove attività redditizie

Lo scorso anno scrissi un post sulle attività che avrebbero avuto maggiore probabilità di diventare redditizie (qui). Ad oggi ho ricevuto più di 400 richieste di consigli, dopo quell'articolo.
Siccome le cose si evolvono vorrei darvi altre idee e suggerimenti per affrontare al meglio questo 2014, ovviamente solo nel caso vogliate mettervi in proprio ed entrare a far parte della tanto bistrattata categoria degli imprenditori (è anche un ottimo modo per ripulire il proprio Karma e/o per meritarsi il Paradiso).

Partiamo come al solito dalle basi, ovvero:

Cosa sono i Fab Lab

Se pensate che in Italia ci sia rimasto poco da fare di veramente nuovo, vi assicuro che siete lontanissimi dalla realtà.
Anzi, potrei tranquillamente sostenere che ci troviamo solo all'inizio di una vera e propria rivoluzione cominciata in sordina qualche anno fa , ma che si sta rapidamente diffondendo in maniera virale (come accade per tutti i grandi cambiamenti epocali).
Sto parlando dei FabLab, che non sono Laboratori Favolosi, come all'inizio pensavo bensì le iniziali di "Fabrication Laboratories".
Il papà dei FabLab, Neil Gershenfeld, li pensò come luoghi in cui si potevano fabbricare oggetti personalizzati in completa autonomia, grazie all'uso di strumenti semplici, quali un laser cutter, una fresa a controllo numerico, ma soprattutto stampanti 3D, che grazie a a semplici schede elettroniche e a microprocessori sono in grado di trasformare un semplice progetto virtuale in un oggetto vero e proprio, annullando tutti i costi tipici del prototipo.

La rivoluzione passa attraverso la combinazione magica (o fab...ulous, se preferite) di ben 4 diversi fattori, che raramente nella storia si fondono in simili imprevedibili sinergie:

Junior Academy: un percorso di crescita per i nostri ragazzi.

Circa due anni fa espressi a me stesso un desiderio, ovvero quello di poter trasferire molti dei concetti che tratto nei miei corsi ai ragazzi adolescenti.
Purtroppo la scuola non prende in minima considerazione alcune tematiche che risultano  invece determinanti nella qualità della vita dei futuri adulti, quali gli aspetti relazionali, la comunicazione o l'approccio ai problemi.
I nostri ragazzi si ritrovano così a dover affrontare un mondo sempre più complesso con strumenti o informazioni uguali a quelli di cinquant'anni fa, con tutte le conseguenze facilmente osservabili da chiunque abbia figli o nipoti.

Sarà un progetto senza fine di lucro, ed il piccolo contributo che chiederemo servirà solo a coprire i costi vivi ed organizzativi. Questo per permettere a chiunque di potersi iscrivere, senza che il fattore economico possa diventare discriminante. E soprattutto sarà un progetto pilota che, una volta avviato, potrà essere replicato anche in altre città d'Italia.


Differenze tra l'Italia e il Nord Europa

Era da tempo che mi chiedevo quali fossero le differenze sostanziali che stanno determinando una frattura incolmabile tra i cosiddetti PIIGS (cioè i paesi che in Europa stanno peggiorando sotto il profilo economico e sociale) e quelli che invece stanno crescendo o comunque mantenendo la propria ricchezza.
Per rispondere a questa domanda, andando oltre ai classici luoghi comuni, ho deciso di visitare in un breve ma intenso tour di due settimane la Germania, l'Olanda e il Belgio.
La prima sorpresa è stata che dei tre Paesi quello che mi ha colpito favorevolmente di più è stato il Belgio (e non la Germania come ipotizzavo). Tenendo infatti in considerazione fattori non solo economici ma anche sociali, ho trovato in loro aspetti legati alla qualità di vita più vicini al mio concetto di "benessere".

In generale (sebbene più spiccato in Belgio) quello che a mio parere ci differenzia da loro è legato a questi fattori:


Cerco qualunque tipo di lavoro, tranne...

Ricevo giornalmente decine di candidature spontanee da parte di persone che mi dicono: "Tu che sei a contatto con molte aziende, non è che potresti darmi una mano a trovare lavoro? Sono disposto a fare tutto!".
Sono sempre ben lieto di aiutare persone volenterose e in gamba, peccato che:

1. Spesso non ti mandano neppure il curriculum, o se te lo mandano è fatto talmente male che non si capisce che ti tipo di competenze abbiano (forse per questo sono disposti a fare tutto?). In molti casi allegano immagini che potrebbero essere perfette per il concorso "mandaci la tua foto che avresti voluto strappare": in spiaggia, abbracciati ad altra gente, con espressione depressa, sfuocate, di quando avevano 14 anni...


Come capire se una start-up può avere successo


Sempre più persone, vista la difficoltà nel trovare lavoro, prendono in considerazione l'ipotesi di aprire una propria attività. Alletta l'idea di non dover più rendere conto a un "capo" o di poter esprimere tutte le proprie potenzialità creative, sebbene la scelta a volte sia piuttosto azzardata. 

Affermare "Vorrei fare qualcosa di mio, ma non so ancora bene cosa" è già un pessimo inizio, perché manifesta più una "speranza" che un vero e proprio progetto.

Ma anche quando l'idea è chiara ci sono dati ed informazioni indispensabili (spesso parte di un buon business plan) che non possono assolutamente mancare.

Ecco le principali:


Perché la scuola non è più adatta per la vita vera.

Quando parlo di scuola mi faccio sempre molti nemici.
Il motivo è semplice. Tranne rare eccezioni reputo la preparazione scolastica, dalle elementari all'università, assolutamente mediocre o poco adatta per formare realmente una persona rispetto alle attuali sfide della vita.
Le critiche che mi vengono solitamente fatte a questa presa di posizione sono che i bambini imparano molto più in fretta rispetto al passato (sintomo, quindi, di una maggiore qualità degli insegnamenti), che molti nostri laureati all'estero trovano subito lavoro (quindi che le nostre Università sono migliori di quelle straniere) e così via.

Questo tipo di obiezioni mi confermano ulteriormente quanto il percorso scolastico sia assolutamente mediocre, dal momento che viene valutata la qualità dell'insegnamento legandola esclusivamente all'aspetto mnemonico-razionale, trascurando invece tutto il resto.
E tutto il resto è TANTO di più.

Passaggio di consegne

Per passaggio di consegne in azienda si intende tutto ciò che va da un complesso ricambio generazionale ad una semplice fase di delega ad un collaboratore.
E' un aspetto sempre molto delicato, poiché bisogna lavorare contemporaneamente su più fronti, non dando per scontato nulla.
I due soggetti maggiormente interessati sono ovviamente chi deve passare il testimone e chi invece lo deve ricevere, ma anche il contesto circostante, come vedremo, influisce non poco sulla buona riuscita dell'operazione.

In una prima fase va verificata la reale volontà di entrambi riguardo al passaggio di consegne. Non è detto che alla "necessità" di farlo si accompagni sempre un altrettanto forte "desiderio". Ad esempio il fondatore di un'azienda, ormai anziano, potrebbe razionalmente rendersi conto che è giunto il momento di delegare a chi porterà avanti l'azienda dopo di lui, ma allo stesso tempo temere di farlo davvero.
Ecco perché la delega relativa alle conoscenze tecniche o pratiche è in genere la fase più semplice e in ogni caso successiva a quella più prettamente emotiva.


L'alta finanza spiegata ad un ragazzino


Da quando ho deciso di dedicare parte del mio tempo libero alla formazione per i ragazzi ho capito che avrei dovuto, una volta per tutte, comprendere la finanza.
Il motivo è semplice. Ad un adulto puoi dirgli che le tasse servono per pagare il debito creato dalla crisi. Ad un ragazzino no. Perché giustamente lui ti chiederebbe “In che senso? Debito di chi?”. Loro vogliono risposte vere e sensate, a differenza degli adulti. Quindi mi è toccato informarmi davvero.

Per scoprire una cosa davvero interessante: in realtà la finanza ha molto a che fare con i ragazzini, perché viene gestita da adulti mai cresciuti, che pensano di star giocando ancora a Monopoli. Lo scopo è vincere, a prescindere dal fatto che le casette e gli alberghi siano virtuali e che quei soldi siano finti.
Qualche anno fa dei conoscenti mi hanno convinto a partecipare ad un gioco di società per “adulti”. Si chiama “Cash flow” ed è basato su un libro molto famoso “Padre ricco, padre povero” di Robert Kiyosaki.
Quello che mi sorprese giocando con queste persone, fu l’enfasi che ci mettevano, al punto tale che chi vinceva pensava davvero di essersi arricchito, sebbene nella vita reale stentasse ancora ad arrivare a fine mese. Il virtuale contava più del reale, con la distorta idea che credendo nel virtuale anche il tuo reale può modificarsi (distorsione nata dal famoso “pensiero positivo”, una vera piaga diffusa a beneficio di chi deve manipolarti).

Il futuro della prossima generazione

I ragazzi mi mostrano la loro "Vision Board"
C'è chi per hobby tira calci ad un pallone, solleva pesi in una stanza, scala montagne a mani nude. Il mio è andare nelle scuole medie e superiori ad insegnare ai ragazzi quello che spesso neppure genitori ed insegnanti conoscono: come affrontare il futuro che verrà.
E' un hobby che mi appaga enormemente, perché a quell'età sono molto recettivi quando comprendono che gli vengono dette cose utili e vere, e che soprattutto potranno concretamente aiutarli ad ottenere i propri obiettivi personali.

Logicamente con i ragazzini di 12 anni non si possono utilizzare le stesse modalità comunicative che vanno bene con quelli di 18, ma la cosa affascinante è che tutti, senza eccezioni, portano fuori un interesse per questi discorsi che spesso spiazza gli insegnanti stessi.
Eppure parlo di argomenti non proprio "semplici" (anche se, va detto, più ostici per un "adulto"): proattività, comunicazione, comprensione, potere dei riconoscimenti, uso magico dell'immaginazione...