Se pensate che in Italia ci sia rimasto poco da fare di veramente nuovo, vi assicuro che siete lontanissimi dalla realtà.
Anzi, potrei tranquillamente sostenere che ci troviamo solo all'inizio di una vera e propria rivoluzione cominciata in sordina qualche anno fa , ma che si sta rapidamente diffondendo in maniera virale (come accade per tutti i grandi cambiamenti epocali).
Sto parlando dei FabLab, che non sono Laboratori Favolosi, come all'inizio pensavo bensì le iniziali di "Fabrication Laboratories".
Il papà dei FabLab, Neil Gershenfeld, li pensò come luoghi in cui si potevano fabbricare oggetti personalizzati in completa autonomia, grazie all'uso di strumenti semplici, quali un laser cutter, una fresa a controllo numerico, ma soprattutto stampanti 3D, che grazie a a semplici schede elettroniche e a microprocessori sono in grado di trasformare un semplice progetto virtuale in un oggetto vero e proprio, annullando tutti i costi tipici del prototipo.
La rivoluzione passa attraverso la combinazione magica (o fab...ulous, se preferite) di ben 4 diversi fattori, che raramente nella storia si fondono in simili imprevedibili sinergie:
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Coerenza o buon senso?
Capita molto spesso nella vita professionale di dover fare una difficile scelta: restare "coerenti" con quelli che sono i propri valori o le proprie idee, oppure perseguire azioni dettate dal cosiddetto "buon senso".
Un esempio classico, che spesso devo gestire all'interno di aziende a conduzione famigliare, è il seguente: figlio del titolare, il quale vorrebbe svolgere un'attività diversa da quella svolta dal padre, ma più affine ai propri talenti. Magari il padre è leader nella produzione di bulloni e lui vorrebbe fare l'artista.
Il "buon senso" vorrebbe che il figlio proseguisse l'attività paterna, magari sana e redditizia, piuttosto che intraprendere qualcosa di incerto. Rimanendo invece "coerente" con se stesso dovrebbe rinunciare all'opportunità che il padre gli dà, rischiando l'incerta professione artistica.
La fregatura sta nel fatto che qualsiasi decisione prenderà il figlio alla fine deluderà qualcuno. Nel primo caso deluderà se stesso e nell'arco degli anni potrebbe essere vittima di rimpianti, nel secondo probabilmente deluderà le aspettative paterne rischiando di avere in futuro molti rimorsi.
Un esempio classico, che spesso devo gestire all'interno di aziende a conduzione famigliare, è il seguente: figlio del titolare, il quale vorrebbe svolgere un'attività diversa da quella svolta dal padre, ma più affine ai propri talenti. Magari il padre è leader nella produzione di bulloni e lui vorrebbe fare l'artista.
Il "buon senso" vorrebbe che il figlio proseguisse l'attività paterna, magari sana e redditizia, piuttosto che intraprendere qualcosa di incerto. Rimanendo invece "coerente" con se stesso dovrebbe rinunciare all'opportunità che il padre gli dà, rischiando l'incerta professione artistica.
La fregatura sta nel fatto che qualsiasi decisione prenderà il figlio alla fine deluderà qualcuno. Nel primo caso deluderà se stesso e nell'arco degli anni potrebbe essere vittima di rimpianti, nel secondo probabilmente deluderà le aspettative paterne rischiando di avere in futuro molti rimorsi.
Il Professionista del futuro
La maggior parte dei miei corsi sono generalmente rivolti agli imprenditori, i quali spesso vengono da me con la richiesta di aiutarli a gestire meglio la loro attività, ed in particolare i loro collaboratori.
Trovo molto positivo che il titolare di un'azienda, con i vari problemi che si ritrova oggi a dover affrontare, abbia la lungimiranza di comprendere che buona parte del suo futuro è legato a quanto renderà efficiente la sua Impresa, grazie ad una migliore organizzazione e ad un maggior coinvolgimento di chi lavora per lui. E comprendono che dopo di loro a dover essere formati sono proprio i loro migliori collaboratori, ovvero coloro che dovranno aiutarlo a superare sfide sempre più difficili e problemi sempre più complessi.
C'è poi una categoria di persone che spesso mi scrive, per tentare di capire come utilizzare i miei consigli rispetto alle loro specifiche necessità. Sono i liberi professionisti, ovvero coloro che non sempre gestiscono collaboratori (o molto pochi) ma hanno le stesse difficoltà di chi ha un'azienda: clienti che non pagano, fornitori inaffidabili, mancanza di tempo e stress continuo!
Trovo molto positivo che il titolare di un'azienda, con i vari problemi che si ritrova oggi a dover affrontare, abbia la lungimiranza di comprendere che buona parte del suo futuro è legato a quanto renderà efficiente la sua Impresa, grazie ad una migliore organizzazione e ad un maggior coinvolgimento di chi lavora per lui. E comprendono che dopo di loro a dover essere formati sono proprio i loro migliori collaboratori, ovvero coloro che dovranno aiutarlo a superare sfide sempre più difficili e problemi sempre più complessi.
C'è poi una categoria di persone che spesso mi scrive, per tentare di capire come utilizzare i miei consigli rispetto alle loro specifiche necessità. Sono i liberi professionisti, ovvero coloro che non sempre gestiscono collaboratori (o molto pochi) ma hanno le stesse difficoltà di chi ha un'azienda: clienti che non pagano, fornitori inaffidabili, mancanza di tempo e stress continuo!
Perché la scuola non è più adatta per la vita vera.
Quando parlo di scuola mi faccio sempre molti nemici.
Il motivo è semplice. Tranne rare eccezioni reputo la preparazione scolastica, dalle elementari all'università, assolutamente mediocre o poco adatta per formare realmente una persona rispetto alle attuali sfide della vita.
Le critiche che mi vengono solitamente fatte a questa presa di posizione sono che i bambini imparano molto più in fretta rispetto al passato (sintomo, quindi, di una maggiore qualità degli insegnamenti), che molti nostri laureati all'estero trovano subito lavoro (quindi che le nostre Università sono migliori di quelle straniere) e così via.
Questo tipo di obiezioni mi confermano ulteriormente quanto il percorso scolastico sia assolutamente mediocre, dal momento che viene valutata la qualità dell'insegnamento legandola esclusivamente all'aspetto mnemonico-razionale, trascurando invece tutto il resto.
E tutto il resto è TANTO di più.
Il motivo è semplice. Tranne rare eccezioni reputo la preparazione scolastica, dalle elementari all'università, assolutamente mediocre o poco adatta per formare realmente una persona rispetto alle attuali sfide della vita.
Le critiche che mi vengono solitamente fatte a questa presa di posizione sono che i bambini imparano molto più in fretta rispetto al passato (sintomo, quindi, di una maggiore qualità degli insegnamenti), che molti nostri laureati all'estero trovano subito lavoro (quindi che le nostre Università sono migliori di quelle straniere) e così via.
Questo tipo di obiezioni mi confermano ulteriormente quanto il percorso scolastico sia assolutamente mediocre, dal momento che viene valutata la qualità dell'insegnamento legandola esclusivamente all'aspetto mnemonico-razionale, trascurando invece tutto il resto.
E tutto il resto è TANTO di più.
Programma Accademia di Gestione Aziendale
Dopo 12 anni dedicati alla formazione e alla consulenza aziendale ho capito che ciò che maggiormente conta per un imprenditore o un manager è che i concetti da far propri siano facilmente applicabili, sintetici e legati alla realtà che vive quotidianamente. Col tempo ho quindi eliminato tutti i concetti accademici ma complessi, affascinati ma irrealizzabili, emozionanti ma inutili.
La sintesi di questo lavoro è nell'Accademia di Gestione Aziendale, un percorso di 10 incontri, sviluppati nell'arco di un anno per permettere ai partecipanti di poter applicare ciò che imparano, evitando le classiche full immersion i cui effetti svaniscono dopo qualche settimana.
Ogni incontro, della durata di 4 ore, è dedicato ad un argomento specifico ed è suddiviso in 4 distinti momenti: l'analisi teorica, l'esercitazione pratica, lo studio su materiali scritti ed una breve verifica finale.
Questa formula innovativa rende l'Accademia di Gestione Aziendale l'investimento migliore per coloro che intendono migliorare le proprie competenze imprenditoriali o manageriali, come testimoniano i partecipanti che hanno già completato il percorso (leggine qui alcune).
Sarò felice di averti con noi, nella nuova edizione 2012/2013 che partirà Martedì 2 Ottobre.
Per ulteriori informazioni contattami senza impegno via mail (info@all-winners.it) o chiamando al numero verde 800 592434.
La sintesi di questo lavoro è nell'Accademia di Gestione Aziendale, un percorso di 10 incontri, sviluppati nell'arco di un anno per permettere ai partecipanti di poter applicare ciò che imparano, evitando le classiche full immersion i cui effetti svaniscono dopo qualche settimana.
Ogni incontro, della durata di 4 ore, è dedicato ad un argomento specifico ed è suddiviso in 4 distinti momenti: l'analisi teorica, l'esercitazione pratica, lo studio su materiali scritti ed una breve verifica finale.
Questa formula innovativa rende l'Accademia di Gestione Aziendale l'investimento migliore per coloro che intendono migliorare le proprie competenze imprenditoriali o manageriali, come testimoniano i partecipanti che hanno già completato il percorso (leggine qui alcune).
Sarò felice di averti con noi, nella nuova edizione 2012/2013 che partirà Martedì 2 Ottobre.
Per ulteriori informazioni contattami senza impegno via mail (info@all-winners.it) o chiamando al numero verde 800 592434.
Passaggio di consegne
Per passaggio di consegne in azienda si intende tutto ciò che va da un complesso ricambio generazionale ad una semplice fase di delega ad un collaboratore.
E' un aspetto sempre molto delicato, poiché bisogna lavorare contemporaneamente su più fronti, non dando per scontato nulla.
I due soggetti maggiormente interessati sono ovviamente chi deve passare il testimone e chi invece lo deve ricevere, ma anche il contesto circostante, come vedremo, influisce non poco sulla buona riuscita dell'operazione.
In una prima fase va verificata la reale volontà di entrambi riguardo al passaggio di consegne. Non è detto che alla "necessità" di farlo si accompagni sempre un altrettanto forte "desiderio". Ad esempio il fondatore di un'azienda, ormai anziano, potrebbe razionalmente rendersi conto che è giunto il momento di delegare a chi porterà avanti l'azienda dopo di lui, ma allo stesso tempo temere di farlo davvero.
Ecco perché la delega relativa alle conoscenze tecniche o pratiche è in genere la fase più semplice e in ogni caso successiva a quella più prettamente emotiva.
E' un aspetto sempre molto delicato, poiché bisogna lavorare contemporaneamente su più fronti, non dando per scontato nulla.
I due soggetti maggiormente interessati sono ovviamente chi deve passare il testimone e chi invece lo deve ricevere, ma anche il contesto circostante, come vedremo, influisce non poco sulla buona riuscita dell'operazione.
In una prima fase va verificata la reale volontà di entrambi riguardo al passaggio di consegne. Non è detto che alla "necessità" di farlo si accompagni sempre un altrettanto forte "desiderio". Ad esempio il fondatore di un'azienda, ormai anziano, potrebbe razionalmente rendersi conto che è giunto il momento di delegare a chi porterà avanti l'azienda dopo di lui, ma allo stesso tempo temere di farlo davvero.
Ecco perché la delega relativa alle conoscenze tecniche o pratiche è in genere la fase più semplice e in ogni caso successiva a quella più prettamente emotiva.
Il futuro della prossima generazione
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| I ragazzi mi mostrano la loro "Vision Board" |
E' un hobby che mi appaga enormemente, perché a quell'età sono molto recettivi quando comprendono che gli vengono dette cose utili e vere, e che soprattutto potranno concretamente aiutarli ad ottenere i propri obiettivi personali.
Logicamente con i ragazzini di 12 anni non si possono utilizzare le stesse modalità comunicative che vanno bene con quelli di 18, ma la cosa affascinante è che tutti, senza eccezioni, portano fuori un interesse per questi discorsi che spesso spiazza gli insegnanti stessi.
Eppure parlo di argomenti non proprio "semplici" (anche se, va detto, più ostici per un "adulto"): proattività, comunicazione, comprensione, potere dei riconoscimenti, uso magico dell'immaginazione...
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