Avete notato anche voi uno strano cambiamento del clima in azienda?
Ebbene sì, da un'indagine fatta su un campione di ben 3 dipendenti, almeno 2 lamentano un aumento dello stress sul luogo di lavoro, causato da vari fattori tra cui:
- Scarsa comunicazione.
- Poco rispetto reciproco.
- Meritocrazia inesistente.
- Caffè della macchinetta di qualità scadente.
- Storie d'amore clandestine finite male.
Ma alcuni, più complottisti, affermano con sicurezza che il clima aziendale è cambiato drasticamente da quando sono apparse delle strane scie chimiche emanate dai nuovi condizionatori d'aria installati in alcuni uffici.
Tali scie avrebbero prodotto effetti davvero devastanti:
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I regali di Natale che vorrei.
Si avvicina il Natale e con esso gli amici carichi di doni, meravigliosamente impacchettati (i doni, non gli amici).
Mi diranno che è stato difficile sceglierli, perché ho già tutto, e tremolanti attenderanno il momento in cui spacchetterò il dono per comprendere dal mio "non verbale" se è realmente gradito o se userò tecniche di comunicazione avanzatissime per simulare gioia e stupore.
Ebbene, onde evitare tutto ciò ho per i miei preziosissimi amici una lista di regali che vorrei ricevere per Natale, affinché possano farmene dono senza timore di rendermi fintamente felice.
1. Consulenza di un contadino in pensione che mi spieghi come evitare che l'insalata del mio orto spighi a fine Novembre.
2. Cavatappi con dispositivo che avvisa se il vino sa di tappo, onde evitare brutte figure con amici intenditori quando li invito a cena.
3. Un buono per due persone per week-end benessere in casa mia.
4. Segnalatore automatico di minchioni fuffaroli.
5. Incontro di un'ora con un ministro del governo tecnico, in cui possa pesantemente insultarlo.
6. Programma per pc che mi faccia le slides dei corsi, basandosi semplicemente su una bozza in word.
7. Cena il 21 Dicembre con l'autore del libro "Ecco perché i Maya hanno ragione sul fatto che il mondo finirà il 21 Dicembre 2012", in cui possa bonariamente prenderlo per il culo.
Mi diranno che è stato difficile sceglierli, perché ho già tutto, e tremolanti attenderanno il momento in cui spacchetterò il dono per comprendere dal mio "non verbale" se è realmente gradito o se userò tecniche di comunicazione avanzatissime per simulare gioia e stupore.
Ebbene, onde evitare tutto ciò ho per i miei preziosissimi amici una lista di regali che vorrei ricevere per Natale, affinché possano farmene dono senza timore di rendermi fintamente felice.
1. Consulenza di un contadino in pensione che mi spieghi come evitare che l'insalata del mio orto spighi a fine Novembre.
2. Cavatappi con dispositivo che avvisa se il vino sa di tappo, onde evitare brutte figure con amici intenditori quando li invito a cena.
3. Un buono per due persone per week-end benessere in casa mia.
4. Segnalatore automatico di minchioni fuffaroli.
5. Incontro di un'ora con un ministro del governo tecnico, in cui possa pesantemente insultarlo.
6. Programma per pc che mi faccia le slides dei corsi, basandosi semplicemente su una bozza in word.
7. Cena il 21 Dicembre con l'autore del libro "Ecco perché i Maya hanno ragione sul fatto che il mondo finirà il 21 Dicembre 2012", in cui possa bonariamente prenderlo per il culo.
Vuoi diventare anche tu milionario?
Mi sto divertendo in questi giorni a raccogliere le opinioni su un evento formativo svoltosi a Rimini qualche giorno fa, con oltre 3000 persone paganti (in media 300 euro a persona).
Argomento: sviluppare la nostra propensione a diventare milionari.
Ovviamente il titolo è di grande richiamo, soprattutto se proposto a chi di questi tempi fatica a superare i 1500 euro al mese. Il motivo della loro povertà, a quanto pare, sarebbe da ricercare nelle credenze limitanti, ovvero in quell'insieme di idee che ti portano a rimanere tutta la vita nella famosa "rat race" (ruota del criceto).
Purtroppo non ho potuto essere presente a questo incontro, quindi mi sono dovuto accontentare di qualche video pubblicato e delle testimonianze di una dozzina di persone che invece hanno partecipato.
Se avessi dovuto valutare dai video (incentrati più o meno sui soliti giochini della freccia o dei 100 euro "bruciati") avrei semplicemente confermato che il classico format pseudo-emozionale era stato replicato per l'ennesima volta senza grosse differenze. Il delirio battimani/urla/fragorose risate per ogni mezza frase espressa dal guru era altrettanto previsto e sostenuto dagli ultras (coinvolti in vario modo nel business del "ti creo la mente milionaria").
Speravo almeno che i vecchi metodi americani fine anni '80 venissero rivisitati nella forma, mentre chi era presente mi ha detto che la vendita incessante ed autoreferenziale dei suoi corsi ha occupato almeno metà delle ore del seminario.
Con i risultati che ovviamente si ottengono usando queste tecniche: grandi vendite.
Il che non fa altro che confermare quanto i sistemi della mente milionaria facciano davvero arricchire chi li insegna. Un po' meno chi li ascolta (a meno che non si metta a clonare, in forma piramidale, gli stessi stratagemmi con altri allievi, proprio nel classico metodo "network marketing").
Una cosa è incontrovertibile: se oltre 3000 persone rispondono ad un richiamo come questo significa che domanda ed offerta si incontrano perfettamente. Se poi una parte di questi 3000 mila si dichiara anche entusiasta (lo so, sembra incredibile ma è così) vuol dire che così come i reality show hanno un forte seguito, anche questi eventi ammaliano tante persone.
Ma sono andato oltre.
Ho chiesto a chi aveva partecipato non a quest'ultimo, ma a passati incontri con il guru in questione, quali fossero stati i risultati concreti ottenuti a distanza di qualche anno. Ovvero se fossero davvero diventati, non dico milionari, ma almeno un po' più ricchi rispetto a prima del seminario. Purtroppo il numero delle persone a cui l'ho chiesto non fa statistica quindi è priva di valore oggettivo, ma per una sorte malevola nessuno di loro ha migliorato la propria situazione finanziaria. Anzi, molti l'avevano aggravata (qualcuno addirittura tentando maldestramente di applicare quanto appreso).
Sia chiaro. Io non intendo minimamente giudicare l'operato di chi organizza o tiene seminari di questo tipo, poiché dimostrano davvero di essere in grado di saper guadagnare facendo leva sulle frustrazioni e le difficoltà delle persone (non lo condivido eticamente ma ammetto che diano grandi introiti economici). Così come penso che chi esce entusiasta da questo genere di incontri abbia comunque ottenuto un risultato, ovvero quello di sentirsi per qualche giorno più motivato o speranzoso rispetto al futuro: una sana boccata d'ossigeno per chi vive in apnea da sempre.
Quello che sorprende è che nessuno abbia il coraggio di dichiarare la verità: ovvero che su 3000 persone solo pochi riceveranno reali vantaggi economici dall'aver appreso determinati concetti teorici o per essersi spezzato una finta freccia sul collo.
E' come se mi venisse promesso che, andando a vedere la premiazione degli Oscar, imparerò la strategia per diventare un divo di Hollywood. Usando come prova il fatto che in effetti "tutti quelli che sono lì sul palco hanno dimostrato che è possibile diventarlo!".
La vera promessa da fare ai frequentatori dovrebbe essere "vieni che ti dimostro come puoi convincere un sacco di persone a comprare corsi, usando la persuasione e la manipolazione". Quello lo impari davvero, se già sei un minimo ferrato su questi concetti.
Già immagino le ire o le accuse che mi attirerò con questo post (in altra sede il tenore era più o meno "sei solo geloso/incapace/limitato mentalmente"). Ma così come il nostro guru non si mette vergogna ad autopromuoversi usando i propri discutibili sistemi, allo stesso modo io non ho nessuna remora a dichiarare che l'entusiasmo generato da queste iniziative sono segnali forti del degrado in cui ci troviamo.
Dite che apprezzeranno allo stesso modo la mia assenza di "paure autolimitanti"?
La falsa ribellione

Tempo fa parlai dei black bloc, affermando che i loro comportamenti rafforzano il Potere Costituito invece che contrastarlo. Aggiungo, dopo i disordini dei giorni scorsi, che lo fanno anche in maniera sciocca. Che senso ha bruciare le auto parcheggiate, di normalissimi cittadini, per "protestare" contro i politici?
Vorrei vedere le loro reazioni se, tornati a casa, trovassero il loro motorino carbonizzato da un insegnante incazzato nei confronti della Gelmini.
Ecco perché sostengo che questi siano finti ribelli. Perché danneggiano coloro che, in teoria, dovrebbero "difendere".
E' lo stesso atteggiamento che vedo a volte negli stessi sindacalisti nelle aziende, più impegnati a "ribellarsi" a prescindere, piuttosto che a fare il vero bene di chi dovrebbero tutelare.
Tutte le volte che ho provato ad inserire degli incentivi meritocratici in azienda ho ricevuto la stessa reazione assurda: un muro di gomma, con affermazioni del tipo "o il premio lo date a tutti o a nessuno". Ovviamente la risposta di fronte a questo ricatto non può che essere "ok, non lo diamo a nessuno".
Quindi di chi hanno fatto gli interessi? Di sicuro non dei lavoratori.
Ribellarsi, difendere i propri diritti, lottare per la giustizia sono azioni sacrosante e che appoggerò sempre con tutte le mie forze.
Delegare tutto ai "professionisti della protesta" mi sembra invece folle. Soprattutto quando ottengono l'esatto contrario.
Wikileaks... ovvero come pilotare una rivelazione.
Ovviamente la mia è solo una congettura, ma tutta questa pubblicità fatta alle rivelazioni scottanti di Wikileaks non mi ha convinto.
Una regola ferrea del vero Potere è che se un'informazione può danneggiarli non va mai contrastata ma solo ignorata.
Il silenzio, in una società dominata dall'iper-comunicazione, è molto più efficace di una potente operazione di deligittimazione.
In parole povere, se queste rivelazioni così pericolose finiscono su tutti i mezzi di comunicazione ufficiali significa che c'è un Potere, avverso a quello che viene attaccato, che ha interesse affinché ciò avvenga. Altrimenti questo non potrebbe accadere. Punto.
In poche occasioni ho potuto accedere ad informazioni davvero destabilizzanti ed erano sempre state ignorate da tutti, o al massimo ridicolizzate se cominciavano un po' a diffondersi.
Dalla lettura sommaria delle prime rivelazioni di Wikileaks emerge chiara e nitida una fazione ben precisa, ovvero l'attacco non è trasversale come potrebbe sembrare, ma appoggia un Potere che da circa un anno sta prendendo piede e che ha contribuito a destabilizzare anche l'economia mondiale.
Il suo fine, infatti, è creare caos e fomentare la divisione tra Europa e Stati Uniti, indebolendo soprattutto l'Europa dall'interno (gli improvvisi rischi di default di vari paesi dell'Unione Europea vi dicono niente?).
Non sono un esperto di politica internazionale, ma di questi tempi il buon senso aiuta più dei testi accademici nel comprendere cosa ci accade attorno e in che direzione si vuole andare.
Lungi dall'avere quindi la verità in tasca mi limito ad osservare meccanismi che si ripetono nella storia con un copione quasi sempre uguale.
Purtroppo i sintomi non sono forieri di buone notizie. Ma questo non deve portare a inutili vittimismi o ad uno sterile pessimismo. Deve portare ad una lucida consapevolezza, l'unica vera medicina in possesso di chi ha responsabilità imprenditoriali e quindi sociali.
Libero Mobile: come non gestire un cliente incacchiato

Sembra incredibile, ma anche un'azienda che dovrebbe conoscere perfettamente l'importanza della propria credibilità e reputazione fa errori che neppure un mediocre "markettaro" (leggi: uomo che fa marketing) si sognerebbe di commettere. In più investendo qualcosa come 70 mila euro.
Antefatto: Libero, per lanciare un nuovo servizio, indice un concorso per siti e blog. Discreta adesione, tra cui la nostra, e primo criterio di selezione abbastanza oggettivo e condiviso, ovvero i voti del pubblico.
Da questa prima selezione accedono alla seconda fase 95 siti, che verranno giudicati da quella che viene ampiamente pubblicizzata come una giuria di grandi esperti di marketing, internet etc.
La genialata: per rendere l'operazione ancora più "virale" viene aperta su Facebook una pagina ufficiale dedicata al concorso, e molti partecipanti accedono alla pagina proprio mentre si stanno svolgendo le votazioni. Poiché ci sono in ballo 7 premi da 10 mila euro ciascuno si aspetta con grande trepidazione l'esito.
Primo autogol: uno della giuria, senza che si sia già ufficializzato il verdetto, posta su twitter i risultati! Ovviamente si scatena su Facebook un tam tam di voci, smentite, conferme. Grande segnale di professionalità da parte del giurato...
Secondo e tragico autogol: dopo (in teoria) una settimana di valutazioni tra i premiati c'è un sito totalmente anonimo, creato qualche mese prima e semi abbandonato, con foto rubacchiate in giro e senza alcun post (dei ben 35 totali!) originale.
Quello che ancor più sconcerta è la motivazione ufficiale dei giudici (parole testuali, giuro): "Per la grafica e per l´utilizzo di foto di forte impatto, per il taglio editoriale sintetico ed efficace e per il tono ironico, oltre che per l´usabilità e per la grafica accattivante. Perfetto per la fruizione in mobilità di un momento di leggero entertainment".
Antefatto: Libero, per lanciare un nuovo servizio, indice un concorso per siti e blog. Discreta adesione, tra cui la nostra, e primo criterio di selezione abbastanza oggettivo e condiviso, ovvero i voti del pubblico.
Da questa prima selezione accedono alla seconda fase 95 siti, che verranno giudicati da quella che viene ampiamente pubblicizzata come una giuria di grandi esperti di marketing, internet etc.
La genialata: per rendere l'operazione ancora più "virale" viene aperta su Facebook una pagina ufficiale dedicata al concorso, e molti partecipanti accedono alla pagina proprio mentre si stanno svolgendo le votazioni. Poiché ci sono in ballo 7 premi da 10 mila euro ciascuno si aspetta con grande trepidazione l'esito.
Primo autogol: uno della giuria, senza che si sia già ufficializzato il verdetto, posta su twitter i risultati! Ovviamente si scatena su Facebook un tam tam di voci, smentite, conferme. Grande segnale di professionalità da parte del giurato...
Secondo e tragico autogol: dopo (in teoria) una settimana di valutazioni tra i premiati c'è un sito totalmente anonimo, creato qualche mese prima e semi abbandonato, con foto rubacchiate in giro e senza alcun post (dei ben 35 totali!) originale.
Quello che ancor più sconcerta è la motivazione ufficiale dei giudici (parole testuali, giuro): "Per la grafica e per l´utilizzo di foto di forte impatto, per il taglio editoriale sintetico ed efficace e per il tono ironico, oltre che per l´usabilità e per la grafica accattivante. Perfetto per la fruizione in mobilità di un momento di leggero entertainment".
Giustamente sulla pagina ufficiale si scatena la polemica dei tanti titolari di siti che avrebbero meritato davvero quel premio, e da azione virale positiva pian piano il concorso comincia ad assumere gli aspetti grotteschi di una operazione portata avanti in maniera quanto meno superficiale.
Risultato: credibilità e reputazione di Libero altamente compromessa, con decine di blogger decisi a denunciare pubblicamente l'accaduto (e parliamo di siti con anche 20.000 iscritti...).
Un danno che, in confronto, i 70 mila euro investiti in premi sono bazzecole.
*********************************************************************
Vi aggiorno rispetto a questa incredibile storia, perché credo che Libero ci stia dando una serie di esempi interessanti non solo su come rovinarsi la reputazione ma anche su come gestire in maniera poco efficace un cliente arrabbiato (i partecipanti al concorso, in questo caso).
Oggi ci è arrivata una comunicazione scritta da uno dei giurati (che tra l'altro stimo molto come persona, visto che è l'unico che ha avuto il coraggio di esporsi in questa faccenda).
Riporto integralmente:
Come scivolare su una buccia di banana proprio sulla linea del traguardo
Carissimi Guerrieri,
scrivo questa nota a titolo personale e di getto, senza consultarmi con nessuno del mio team (sicuramente mi cazzieranno per questo!), è tardi ma davvero non riesco ad andare a dormire prima di aver messo su monitor questi miei pensieri.
Perchè come dico sempre un Ninja "prega, agisce, ascolta, migliora". E allora dobbiamo imparare qualcosa dalla vicenda dei Libero Mobile Awards!
Cosa ci insegna questa case history? Che si può scivolare su una buccia di banana quando si è in dirittura d'arrivo sul finale di un progetto ben gestito, mentre sta tagliando il traguardo con le braccia alzate.
Il progetto Libero Mobile Awards, condotto in modo egregio dal team di lavoro che l'ha progettato e realizzato - e che ringrazio di cuore - ha raccolto centinaia di adesioni, pareri positivi, superato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati in termini quantitativi e qualitativi.
E poi? E poi è successo l'imprevedibile.
La giuria, seppur qualificata e animata dalle migliori intenzioni, non è riuscita ad esprimere nelle sue dinamiche di gruppo un giudizio all'altezza delle grandi aspettative riposte dagli utenti: si sono scatenate delle critiche feroci che hanno addirittura messo in dubbio la buona fede degli organizzatori e la professionalità dei giurati.
Anche se non condivido i toni e le modalità delle polemiche, seppur consapevole che qualunque decisione sarebbe stata probabilmente contestata, devo ammettere che si poteva fare meglio, che si doveva fare meglio per esprimere un giudizio di maggiore qualità, un giudizio più ponderato in grado di fare delle scelte ineccepibili.
Sicuramente valutare più di 90 siti non ha aiutato i giudici a trovare in tutti i casi e per tutte le categorie la quadra del cerchio. In più mi sono reso conto che le dinamiche di gruppo, legate spesso a personalità dominanti, in casi come questi rischiano di inficiare l'equilibrio delle decisioni.E dal momento che l'aspettativa è stata alta, perchè il lavoro è stato fatto bene ed è stato reputato credibile fino a quel punto, l'energia dell'aspettativa, essendo stata frustrata ha acceso un incendio.
In definitiva, anche se si è trattato di un semplice concorso come ce ne sono tanti, la gente che ha partecipato ci ha dedicato tempo e passione e pretende - giustamente - che tutto sia fatto nel migliore dei modi.
E' quindi fondamentale rispettare fino in fondo, nel vero senso della parola, le persone, la community che ci ha dato quella energia.
Rispettare significa dedicarsi, e il tempo è una buona misura della dedizione.
E' questa la lezione che dobbiamo imparare!
E anche se abbiamo scritto libri e parliamo alle conferenze, e sappiamo realizzare progetti per grandi clienti, non vuol dire che non sbagliamo mai. Anzi! Davvero spesso è frustrante il passaggio dalla teoria alla pratica, dalla creatività all'esecuzione, e spesso, purtroppo, non siamo soddisfatti di come le cose sono andate, perchè si poteva fare ancora meglio...
E anche in questo caso si poteva fare meglio, si doveva fare meglio e mi scuso profondamente con tutti quelli che ne hanno risentito. Mi dispiace veramente. Inutile dire che un concorso a premi non metterà mai in dubbio la validità del vostro lavoro e dei vostri progetti!
Anche un ninja sbaglia, ma ascolta e migliora, giusto Guerrieri?
Continuiamo a farlo!
Come scivolare su una buccia di banana proprio sulla linea del traguardo
Carissimi Guerrieri,
scrivo questa nota a titolo personale e di getto, senza consultarmi con nessuno del mio team (sicuramente mi cazzieranno per questo!), è tardi ma davvero non riesco ad andare a dormire prima di aver messo su monitor questi miei pensieri.
Perchè come dico sempre un Ninja "prega, agisce, ascolta, migliora". E allora dobbiamo imparare qualcosa dalla vicenda dei Libero Mobile Awards!
Cosa ci insegna questa case history? Che si può scivolare su una buccia di banana quando si è in dirittura d'arrivo sul finale di un progetto ben gestito, mentre sta tagliando il traguardo con le braccia alzate.
Il progetto Libero Mobile Awards, condotto in modo egregio dal team di lavoro che l'ha progettato e realizzato - e che ringrazio di cuore - ha raccolto centinaia di adesioni, pareri positivi, superato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati in termini quantitativi e qualitativi.
E poi? E poi è successo l'imprevedibile.
La giuria, seppur qualificata e animata dalle migliori intenzioni, non è riuscita ad esprimere nelle sue dinamiche di gruppo un giudizio all'altezza delle grandi aspettative riposte dagli utenti: si sono scatenate delle critiche feroci che hanno addirittura messo in dubbio la buona fede degli organizzatori e la professionalità dei giurati.
Anche se non condivido i toni e le modalità delle polemiche, seppur consapevole che qualunque decisione sarebbe stata probabilmente contestata, devo ammettere che si poteva fare meglio, che si doveva fare meglio per esprimere un giudizio di maggiore qualità, un giudizio più ponderato in grado di fare delle scelte ineccepibili.
Sicuramente valutare più di 90 siti non ha aiutato i giudici a trovare in tutti i casi e per tutte le categorie la quadra del cerchio. In più mi sono reso conto che le dinamiche di gruppo, legate spesso a personalità dominanti, in casi come questi rischiano di inficiare l'equilibrio delle decisioni.E dal momento che l'aspettativa è stata alta, perchè il lavoro è stato fatto bene ed è stato reputato credibile fino a quel punto, l'energia dell'aspettativa, essendo stata frustrata ha acceso un incendio.
In definitiva, anche se si è trattato di un semplice concorso come ce ne sono tanti, la gente che ha partecipato ci ha dedicato tempo e passione e pretende - giustamente - che tutto sia fatto nel migliore dei modi.
E' quindi fondamentale rispettare fino in fondo, nel vero senso della parola, le persone, la community che ci ha dato quella energia.
Rispettare significa dedicarsi, e il tempo è una buona misura della dedizione.
E' questa la lezione che dobbiamo imparare!
E anche se abbiamo scritto libri e parliamo alle conferenze, e sappiamo realizzare progetti per grandi clienti, non vuol dire che non sbagliamo mai. Anzi! Davvero spesso è frustrante il passaggio dalla teoria alla pratica, dalla creatività all'esecuzione, e spesso, purtroppo, non siamo soddisfatti di come le cose sono andate, perchè si poteva fare ancora meglio...
E anche in questo caso si poteva fare meglio, si doveva fare meglio e mi scuso profondamente con tutti quelli che ne hanno risentito. Mi dispiace veramente. Inutile dire che un concorso a premi non metterà mai in dubbio la validità del vostro lavoro e dei vostri progetti!
Anche un ninja sbaglia, ma ascolta e migliora, giusto Guerrieri?
Continuiamo a farlo!
Firma
Esaminiamo tecnicamente il lodevole tentativo del nostro simpatico amico (non sono ironico, è davvero una persona in gamba e piacevole):
Punto 1.
Ottimo il prendersi responsabilità dell'accaduto, un po' alla Lippi dopo il disastroso mondiale, ma non basta. Da tifoso mi incacchiai ancora di più, da partecipante ad un concorso mi viene da dire: bene, quindi confermi le nostre perplessità, ma intanto i premi sono stati dati ad alcuni che non lo meritavano... Se un'azienda fa un errore non è sufficiente chiedere scusa, deve poi far seguire un'azione pratica per rimediare al danno.
Punto 2.
Usare l'incompetenza per giustificare l'errore è la cosa peggiore da dire ad un cliente. In questo caso, affermare di aver sottovalutato alcune dinamiche di gruppo (della giuria) è come dire che non si hanno competenze nel far parte di una giuria di questo livello. Come spesso ho scritto in questo blog le sole competenze tecniche ormai non bastano più, servono anche le competenze relazionali e, appunto, di dinamiche di gruppo.
Punto 3.
Svilire il proprio prodotto per tentare di rendere l'errore meno grave è come darsi una martellata in quel posto. Di conseguenza affermare "si è trattato di un semplice concorso come ce ne sono tanti" io lo interpreto come un "dai, in fondo tutta questa polemica è eccessiva rispetto all'importanza della cosa".
Di questi tempi 70 mila euro di premio (in visibilità pubblicitaria) non mi sembrano cosette... per un piccolo blog come il nostro avrebbe significato una visibilità al progetto Winner Group che difficilmente altri concorsi potranno darci. E se era un concorso come tanti perché prima era stato così enfatizzato da Libero stesso???
Punto 4.
Un altro membro della giuria, nei commenti a questa lettera aperta, ha chiaramente contraddetto e non approvato quanto scritto dal suo collega.
E' come se il socio di un'azienda, dopo una lettera ufficiale di scuse, inviasse un'altra lettera al cliente incacchiato dicendo "sappiate che io non sono d'accordo con quanto ammesso dall'altro mio socio!". Un grande esempio di unità di intenti...
Insomma, pur apprezzando il tentativo di appianare le cose, mi sembra chiaro che i gestori di questo concorso stanno facendo grossolani errori, tra l'altro facilmente evitabili se avessero letto meglio questo blog...
Esaminiamo tecnicamente il lodevole tentativo del nostro simpatico amico (non sono ironico, è davvero una persona in gamba e piacevole):
Punto 1.
Ottimo il prendersi responsabilità dell'accaduto, un po' alla Lippi dopo il disastroso mondiale, ma non basta. Da tifoso mi incacchiai ancora di più, da partecipante ad un concorso mi viene da dire: bene, quindi confermi le nostre perplessità, ma intanto i premi sono stati dati ad alcuni che non lo meritavano... Se un'azienda fa un errore non è sufficiente chiedere scusa, deve poi far seguire un'azione pratica per rimediare al danno.
Punto 2.
Usare l'incompetenza per giustificare l'errore è la cosa peggiore da dire ad un cliente. In questo caso, affermare di aver sottovalutato alcune dinamiche di gruppo (della giuria) è come dire che non si hanno competenze nel far parte di una giuria di questo livello. Come spesso ho scritto in questo blog le sole competenze tecniche ormai non bastano più, servono anche le competenze relazionali e, appunto, di dinamiche di gruppo.
Punto 3.
Svilire il proprio prodotto per tentare di rendere l'errore meno grave è come darsi una martellata in quel posto. Di conseguenza affermare "si è trattato di un semplice concorso come ce ne sono tanti" io lo interpreto come un "dai, in fondo tutta questa polemica è eccessiva rispetto all'importanza della cosa".
Di questi tempi 70 mila euro di premio (in visibilità pubblicitaria) non mi sembrano cosette... per un piccolo blog come il nostro avrebbe significato una visibilità al progetto Winner Group che difficilmente altri concorsi potranno darci. E se era un concorso come tanti perché prima era stato così enfatizzato da Libero stesso???
Punto 4.
Un altro membro della giuria, nei commenti a questa lettera aperta, ha chiaramente contraddetto e non approvato quanto scritto dal suo collega.
E' come se il socio di un'azienda, dopo una lettera ufficiale di scuse, inviasse un'altra lettera al cliente incacchiato dicendo "sappiate che io non sono d'accordo con quanto ammesso dall'altro mio socio!". Un grande esempio di unità di intenti...
Insomma, pur apprezzando il tentativo di appianare le cose, mi sembra chiaro che i gestori di questo concorso stanno facendo grossolani errori, tra l'altro facilmente evitabili se avessero letto meglio questo blog...
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