Giusto per dare un senso al tempo che passo sui social network ogni tanto mi inserisco in qualche discussione interessante. Come quella di oggi.
Il tutto partiva da una spartana locandina, quella che vedete nella foto (concessa gentilmente da Riccardo Scandellari), in cui questo tizio offriva siti web a 99 Euro, compresi alcuni altri servizi.
Ovviamente ne è seguita una lunga serie di battute ("sembra un necrologio, ci manca solo la vendita dei materassi, etc") nonché di insulti al tizio, reo di "svendere" ciò che gli altri facevano pagare a prezzi ben più alti, a fronte di una (tutta personale e non comprovata) maggiore professionalità.
Ovviamente veniva ricordato che i complici di questo sfacelo sarebbero i clienti bifolchi e tirchi, incapaci di comprendere tali abissali differenze, nonché ignari di cosa significhi (e qui cito testualmente) "indicizzazione, posizionamento, metatag, seo, serp, risi e bisi".
Meraviglioso.
Il mio umore è andato immediatamente alle stelle perché ho avuto l'ennesima conferma che per i prossimi anni avrò ancora tantissimo lavoro. Che di questi tempi, voglio dire, non è poco.
Ho quindi deciso di approfondire la questione, con una serie di riflessioni da condividere con tutti questi eccellenti professionisti (un po' rosiconi) che si ingastriscono contro il mediocre rubaclienti.
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Il Vu Cumprà del Futuro
Quando sento parlare di mercati saturi o di concorrenza
sleale mi immagino cosa deve provare uno dei tanti vu cumprà circondato da
concorrenti agguerritissimi e pronti in un attimo a scendere sul prezzo su
quello stesso identico materassino, asciugamano o paio di occhiali che tenta di
vendere lui.
Così la deformazione professionale (e la noia che mi assale
ogni volta che mi ritrovo per più di 20 minuti su una spiaggia) mi ha portato
ad osservare questo fenomeno sempre più dilagante dei venditori di oggetti
scadenti (ora in realtà anche di "servizi", con i massaggiatori, i tatuatori e
compagnia bella).
Il risultato è stato superiore alle mie aspettative ed ho
pensato che potesse fornire buoni spunti anche a voi, che ormai siete abituati
ai miei post controcorrente.
Innanzitutto ho individuato 4 macro categorie:
1.
I Simpatici Nemici
Tra le varie tipologie di persone con cui ci relazioniamo in famiglia, nel lavoro, nelle amicizie e nella vita di tutti i giorni, capita a volte di avere a che fare con una categoria di persone che io chiamo i "Simpatici Nemici".
Vediamo chi sono.
I Simpatici Nemici sono quelli che, in compagnia, hanno solitamente un grande successo, poiché tendono ad essere brillanti e divertenti. Con una modalità particolare: lo fanno prendendo in giro gli altri.
Non a caso usano il sarcasmo con grande abilità, con il fine di far sentire un po' sbagliati gli altri.
Quando qualcuno dal carattere meno docile gli fa notare il fastidio che crea questo suo atteggiamento le sue classiche risposte sono queste:
- Ma che permaloso che sei!
- Ma io scherzo, se tu non lo capisci sono problemi tuoi!
- Lo faccio per voi, altrimenti qui è un mortorio!
Vediamo chi sono.
I Simpatici Nemici sono quelli che, in compagnia, hanno solitamente un grande successo, poiché tendono ad essere brillanti e divertenti. Con una modalità particolare: lo fanno prendendo in giro gli altri.
Non a caso usano il sarcasmo con grande abilità, con il fine di far sentire un po' sbagliati gli altri.
Quando qualcuno dal carattere meno docile gli fa notare il fastidio che crea questo suo atteggiamento le sue classiche risposte sono queste:
- Ma che permaloso che sei!
- Ma io scherzo, se tu non lo capisci sono problemi tuoi!
- Lo faccio per voi, altrimenti qui è un mortorio!
Programma Accademia di Gestione Aziendale
Dopo 12 anni dedicati alla formazione e alla consulenza aziendale ho capito che ciò che maggiormente conta per un imprenditore o un manager è che i concetti da far propri siano facilmente applicabili, sintetici e legati alla realtà che vive quotidianamente. Col tempo ho quindi eliminato tutti i concetti accademici ma complessi, affascinati ma irrealizzabili, emozionanti ma inutili.
La sintesi di questo lavoro è nell'Accademia di Gestione Aziendale, un percorso di 10 incontri, sviluppati nell'arco di un anno per permettere ai partecipanti di poter applicare ciò che imparano, evitando le classiche full immersion i cui effetti svaniscono dopo qualche settimana.
Ogni incontro, della durata di 4 ore, è dedicato ad un argomento specifico ed è suddiviso in 4 distinti momenti: l'analisi teorica, l'esercitazione pratica, lo studio su materiali scritti ed una breve verifica finale.
Questa formula innovativa rende l'Accademia di Gestione Aziendale l'investimento migliore per coloro che intendono migliorare le proprie competenze imprenditoriali o manageriali, come testimoniano i partecipanti che hanno già completato il percorso (leggine qui alcune).
Sarò felice di averti con noi, nella nuova edizione 2012/2013 che partirà Martedì 2 Ottobre.
Per ulteriori informazioni contattami senza impegno via mail (info@all-winners.it) o chiamando al numero verde 800 592434.
La sintesi di questo lavoro è nell'Accademia di Gestione Aziendale, un percorso di 10 incontri, sviluppati nell'arco di un anno per permettere ai partecipanti di poter applicare ciò che imparano, evitando le classiche full immersion i cui effetti svaniscono dopo qualche settimana.
Ogni incontro, della durata di 4 ore, è dedicato ad un argomento specifico ed è suddiviso in 4 distinti momenti: l'analisi teorica, l'esercitazione pratica, lo studio su materiali scritti ed una breve verifica finale.
Questa formula innovativa rende l'Accademia di Gestione Aziendale l'investimento migliore per coloro che intendono migliorare le proprie competenze imprenditoriali o manageriali, come testimoniano i partecipanti che hanno già completato il percorso (leggine qui alcune).
Sarò felice di averti con noi, nella nuova edizione 2012/2013 che partirà Martedì 2 Ottobre.
Per ulteriori informazioni contattami senza impegno via mail (info@all-winners.it) o chiamando al numero verde 800 592434.
Il futuro della prossima generazione
![]() |
| I ragazzi mi mostrano la loro "Vision Board" |
E' un hobby che mi appaga enormemente, perché a quell'età sono molto recettivi quando comprendono che gli vengono dette cose utili e vere, e che soprattutto potranno concretamente aiutarli ad ottenere i propri obiettivi personali.
Logicamente con i ragazzini di 12 anni non si possono utilizzare le stesse modalità comunicative che vanno bene con quelli di 18, ma la cosa affascinante è che tutti, senza eccezioni, portano fuori un interesse per questi discorsi che spesso spiazza gli insegnanti stessi.
Eppure parlo di argomenti non proprio "semplici" (anche se, va detto, più ostici per un "adulto"): proattività, comunicazione, comprensione, potere dei riconoscimenti, uso magico dell'immaginazione...
Sentire, ascoltare o comprendere?
"E' inutile che me lo ripeti, ho capito!".
Chi di noi non ha mai esclamato questa frase?
In effetti non sempre ci rendiamo conto della differenza che passa dal sentire, rispetto all'ascoltare o addirittura al comprendere quanto ci viene detto dal nostro interlocutore.
Potremmo sentire una canzone e non ascoltare veramente il testo (vi sarà capitato sicuramente di canticchiare per lungo tempo un brano senza soffermarsi veramente sulle parole).
Oppure non comprenderne il significato, poiché in lingua straniera, sebbene ricordi il testo a memoria.
Le stesse distorsioni di comprensione capita di averle soprattutto se:
- Tendiamo a presumere di sapere in anticipo cosa gli altri ci vogliono dire (sindrome del mago)
- Vogliamo imporre il nostro punto di vista (sindrome del dittatore)
- Pensiamo ad altro quando gli altri ci parlano (sindrome dell'artista)
- Riteniamo che quello che dicono gli altri sia di scarsa importanza (sindrome dell'egocentrico)
Chi di noi non ha mai esclamato questa frase?
In effetti non sempre ci rendiamo conto della differenza che passa dal sentire, rispetto all'ascoltare o addirittura al comprendere quanto ci viene detto dal nostro interlocutore.
Potremmo sentire una canzone e non ascoltare veramente il testo (vi sarà capitato sicuramente di canticchiare per lungo tempo un brano senza soffermarsi veramente sulle parole).
Oppure non comprenderne il significato, poiché in lingua straniera, sebbene ricordi il testo a memoria.
Le stesse distorsioni di comprensione capita di averle soprattutto se:
- Tendiamo a presumere di sapere in anticipo cosa gli altri ci vogliono dire (sindrome del mago)
- Vogliamo imporre il nostro punto di vista (sindrome del dittatore)
- Pensiamo ad altro quando gli altri ci parlano (sindrome dell'artista)
- Riteniamo che quello che dicono gli altri sia di scarsa importanza (sindrome dell'egocentrico)
Vittime e carnefici
Ultimamente si sta intensificando un atteggiamento che era già fortemente spiccato nelle persone: quello di dover apparire a tutti i costi come vittime.
Cercare il colpevole di una determinata situazione all'esterno, per tentare di raccogliere la commiserazione altrui, sta diventando in alcuni casi quasi grottesco.
Vi sarete accorti, per esempio, che molti politici al potere vanno nelle trasmissioni televisive per protestare "contro i politici che vogliono mantenere tutti i privilegi" oppure del fatto che "i vecchi partiti non sono più attuali, ne servono di nuovi". Concetti giusti, peccato che vengano da esponenti del Parlamento, che fanno parte dei Partiti istituzionali (quindi "vecchi") e che non hanno fatto nulla per rinunciare ai propri privilegi!
Ma parlano come se non fossero loro a decidere, come se fossero vittime di una volontà esterna, contro la quale si ribellano. Davvero pazzesco. Ma ancora più sorprendente è il fatto che nessun conduttore, neppure tra quelli che si mostrano più indipendenti, abbia il coraggio di far notare a questi personaggi l'assurdità delle loro affermazioni. Ascoltano accondiscendenti, fino a far diventare "normale" ciò che normale non è.
Cercare il colpevole di una determinata situazione all'esterno, per tentare di raccogliere la commiserazione altrui, sta diventando in alcuni casi quasi grottesco.
Vi sarete accorti, per esempio, che molti politici al potere vanno nelle trasmissioni televisive per protestare "contro i politici che vogliono mantenere tutti i privilegi" oppure del fatto che "i vecchi partiti non sono più attuali, ne servono di nuovi". Concetti giusti, peccato che vengano da esponenti del Parlamento, che fanno parte dei Partiti istituzionali (quindi "vecchi") e che non hanno fatto nulla per rinunciare ai propri privilegi!
Ma parlano come se non fossero loro a decidere, come se fossero vittime di una volontà esterna, contro la quale si ribellano. Davvero pazzesco. Ma ancora più sorprendente è il fatto che nessun conduttore, neppure tra quelli che si mostrano più indipendenti, abbia il coraggio di far notare a questi personaggi l'assurdità delle loro affermazioni. Ascoltano accondiscendenti, fino a far diventare "normale" ciò che normale non è.
Pettegolezzi e zizzania
Chi non è rimasto mai vittima o non è mai stato complice di un pettegolezzo? Credo nessuno.
Il "sai cosa ho saputo di..." o il "sai cosa hanno detto di te" sono tra le maggiori piaghe che possano esistere all'interno di un gruppo di persone, e spesso è anche difficile non farsi coinvolgere da chi ama particolarmente questo genere di "comunicazioni".
Ci sono però alcuni consigli che, se applicati costantemente, possono attenuare il fenomeno o almeno evitare che dilaghi diventando lo sport nazionale in azienda (e non solo).
1. State attenti e bloccate i "finti amici", ovvero quelli che vi riportano cosa "qualcun altro" ha detto di spiacevole su voi. In questo caso ci sono due varianti:
a) La persona vi riferisce anche chi ha detto quella cosa.
b) La persona si rifiuta di dirvi chi l'ha detto o si rifugia dietro ad un generico "molti, tutti, si dice in giro".
- Nel primo caso la gestione corretta è: "Bene, grazie per avermi messo al corrente, andrò a parlare con questa persona e chiederò spiegazioni". Se chi vi ha riferito la cosa ve lo impedisce non è un vero amico, ma solo uno che gode a vedervi star male. Se invece si mostra disponibile ad appoggiarti o a testimoniare nel caso l'altro neghi, allora è una persona seria ed affidabile.
- Nel secondo caso non ci sono dubbi. Il vero nemico è quello che ti sta riportando la cosa, poiché nell'essere così generico ti impedisce di gestire il pettegolezzo (e non è da escludere che in realtà quello sia il SUO pensiero, non quello manifestato da altri. Ma è talmente codardo da non avere il coraggio di dirtelo direttamente). Quindi gli devi dire: "Ti ringrazio ma ti chiedo di non riferirmi più comunicazioni negative sul mio conto, se non mi permetti anche di gestire la cosa".
Si offenderà tremendamente, ma almeno smetterà di romperti le scatole e di farti stare male.
2. Se vi viene fatto il nome di chi sta facendo pettegolezzi hai solo una cosa da fare: andare a parlar chiaro con quella persona. In maniera gentile ma ferma gli va comunicato che se ha qualcosa da dirvi quello è il momento giusto e che lo ascolterete con attenzione.
A questo punto osservate la sua reazione.
- Potrebbe dirvi che sì, ha delle cose che non gli vanno bene di te (e questo sarebbe un atteggiamento corretto da parte sua o almeno permetterebbe un vero confronto).
- Potrebbe negare e chiedere un confronto a tre con chi vi ha riportato quelle cose (e qui di solito casca l'asino, ovvero scoprite chi sta facendo il doppio gioco)
- Potrebbe negare ma con agitazione. In questo caso avete fatto bingo. Probabilmente, dopo, se la prenderà con chi (secondo lui) ha fatto la spia (il vostro vero amico, a cui non dovrebbe interessare di perdere "l'amicizia" di un personaggio simile. Se si preoccupa vuol dire che ha un problema anche lui perché non sa selezionare le persone giuste da avere vicino).
Purtroppo il più delle volte viene invece gestito così: ti riportano un pettegolezzo, ma ti viene chiesto di non dire nulla, tu accetti, rimani turbato per un po' perché non puoi gestire, dopo un po' ti viene spontaneo cominciare a parlare male a tua volta di quella persona che ha parlato con te, si creano vendette trasversali, gli altri vengono coinvolti in questo conflitto sommerso, e chi ha generato tutto questo casino se ne tira fuori con un diplomatico "Ambasciator non porta pena...".
Queste piccole indicazioni non contemplano tutte le varie sfumature o intrecci che possono esserci nella realtà, ma mi auguro possano aiutarvi a gestire meglio chi si è degradato talmente tanto come essere umano da provare godimento solo nel fare pettegolezzi o nel creare zizzania tra le altre persone.
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