Non è possibile rimanere indifferente di fronte alla disperazione dei minatori sardi o degli operai dell'Alcoa, i quali stanno giustamente lottando per ottenere quello che in Italia è definito un "diritto", ovvero il lavoro.
Premesso che i diritti in Italia sono un bluff, poiché diventano fonte di privilegi per pochi e aria fritta per tutti gli altri, quello che sconcerta è il modo in cui è stata gestita tutta la faccenda di Alcoa negli ultimi 15 anni. Lo Stato ha infatti sovvenzionato un'azienda che non aveva alcun futuro solo per impedire che lasciasse a casa i suoi dipendenti, ma in realtà ha solo buttato via ben 3 miliardi di Euro per ritardare una scelta che era ormai stata presa.
Ci si chiede se con tutti quei soldi si poteva far altro, invece che prolungare l'agonia di un'azienda straniera, interessata solo a prendere finché c'era da prendere, per poi trasferirsi altrove non appena i rubinetti venivano chiusi.
Con 3 miliardi di euro si sarebbero potute aiutare le piccole e medie imprese sarde, oppure si potevano incentivare le start-up con progetti legati alla valorizzazione del territorio. Destinando 50 mila euro ad azienda si sarebbero potute aiutare 60.000 attività, dando loro percorsi di affiancamento imprenditoriale per almeno 3 anni, quindi non solo denaro ma anche gli strumenti per essere competitivi (la famosa canna da pesca, invece del pesce già pescato).
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Il ritorno al Medioevo
L'essenziale è invisibile agli occhi, diceva il Piccolo Principe. Quindi non sorprende il fatto che a molti sfugga la situazione socio-politico-economica verso cui stiamo rapidamente andando. O in cui siamo già.
Ebbene sì, ce l'hanno sempre fatto studiare a scuola come il periodo più buio della storia umana, quello in cui i diritti fondamentali dell'uomo erano stati violati, in cui l'ingiustizia era palese e l'ineguaglianza intollerabile.
I ricchi aristocratici da una parte, i servi della gleba dall'altra. Privilegi e smisurata ricchezza per i primi, duro lavoro e povertà per i secondi.
Sembrava cosa passata, il Medioevo rappresentava la testimonianza di un'epoca disumana, ignorante e terribile. Niente a che vedere con la nostra democratica, colta ed opulenta civiltà.
Ed invece eccoci qui a fare i conti con la storia che si ripete, più cinicamente che mai.
I nuovi aristocratici sono solo un po' più scaltri dei precedenti, perché non si espongono come re, ne' despoti ne' illuminati. Hanno compreso che è molto più sicuro mandare avanti il capro, asservito ai loro voleri e sempre pronto ad essere sacrificato se la plebaglia si ribella.
Sono inoltre i più democratici di tutti, hanno persino inventato i vari partiti, il voto popolare, i referendum. Al popolo piace sentirsi protagonista. Poi non protesta più di tanto se i partiti fanno solo i loro interessi o se i referendum vengono regolarmente aggirati, l'importante è dar loro l'illusione di contar qualcosa e che i loro beniamini stiano lavorando per il loro bene.
Bisogna sempre dare l'impressione che vengano salvati da qualcosa. Dal nazismo, dal comunismo, dai terroristi o dal default. Il pericolo esterno è davvero vitale, per lo status quo.
Ebbene sì, ce l'hanno sempre fatto studiare a scuola come il periodo più buio della storia umana, quello in cui i diritti fondamentali dell'uomo erano stati violati, in cui l'ingiustizia era palese e l'ineguaglianza intollerabile.
I ricchi aristocratici da una parte, i servi della gleba dall'altra. Privilegi e smisurata ricchezza per i primi, duro lavoro e povertà per i secondi.
Sembrava cosa passata, il Medioevo rappresentava la testimonianza di un'epoca disumana, ignorante e terribile. Niente a che vedere con la nostra democratica, colta ed opulenta civiltà.
Ed invece eccoci qui a fare i conti con la storia che si ripete, più cinicamente che mai.
I nuovi aristocratici sono solo un po' più scaltri dei precedenti, perché non si espongono come re, ne' despoti ne' illuminati. Hanno compreso che è molto più sicuro mandare avanti il capro, asservito ai loro voleri e sempre pronto ad essere sacrificato se la plebaglia si ribella.
Sono inoltre i più democratici di tutti, hanno persino inventato i vari partiti, il voto popolare, i referendum. Al popolo piace sentirsi protagonista. Poi non protesta più di tanto se i partiti fanno solo i loro interessi o se i referendum vengono regolarmente aggirati, l'importante è dar loro l'illusione di contar qualcosa e che i loro beniamini stiano lavorando per il loro bene.
Bisogna sempre dare l'impressione che vengano salvati da qualcosa. Dal nazismo, dal comunismo, dai terroristi o dal default. Il pericolo esterno è davvero vitale, per lo status quo.
Come ce lo stanno mettendo in quel posto

Io non sono un economista (e di questo ringrazio Dio), ma non è indispensabile insegnare questa materia alla Bocconi per capire come stanno le cose rispetto all'economia mondiale e quanto sia grande la stupidità umana.
Io sono abituato a comprendere se quello che faccio va bene oppure no in base a quanto i risultati che ottengo collimano con ciò che desideravo.
Se mi accorgo che i risultati sono sempre opposti a ciò che vorrei comprendo che qualcosa nelle mie azioni va cambiato. Semplice, giusto?
C'è invece questa meravigliosa categoria di "economisti" che non riesce a fare questo semplice ragionamento, continuando a sostenere che il "sistema" va bene, è la cattiva gestione dei singoli Stati che va corretta.
E non appena qualcuno accenna a cambiare le regole di questo sistema (evidentemente fallimentare e al collasso) come reagiscono? Con risatine ironiche o arroganti arringhe su quanto sia folle pensare di voler uscire da questo status quo.
Uscire dall'Euro? Non pagare il "debito odioso"? Non piegarsi ai ricatti della BCE o dell'FMI? Tutte idee strampalate di poveri ignoranti come noi, che non "capiscono" cosa significherebbe davvero una cosa del genere.
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