Perché gli effetti della formazione svaniscono


Dopo aver accennato ad alcuni dei motivi che possono rendere inefficace la formazione, vorrei trattare un problema un po' più complesso, spesso avvertito da chi frequenta corsi formativi, soprattutto di tipo motivazionale. Ovvero la scarsa durata degli effetti benefici della formazione fatta.
Per comprendere perché questo avviene dobbiamo fare una premessa che ha a che fare con la distinzione tra l'Ego e la Vera Identità (il ) di una persona. Potremmo dire che l'Ego è la maschera che tutti noi portiamo e che cominciamo a crearci pian piano da quando nasciamo. L'Ego viene nutrito dal nostro monologo interiore, ovvero da quell'incessante serie di pensieri che abbiamo nella testa da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire. La qualità di questi pensieri spesso determina anche quanto il nostro Ego è predominante rispetto la nostra Vera Identità: più i pensieri assumono una forma negativa (o pessimista, o critica) più l'Ego può diventare ingombrante e pericoloso.
L'Ego è molto collegato alle emozioni che proviamo. Anche in questo caso la differenza è data dalla "qualità" delle emozioni, ovvero se tendono ad essere più positive che negative.

Questa premessa è fondamentale perché svela un segreto inconfessabile per chi fa formazione. Ovvero che la maggior parte delle "tecniche" si basa sull'esaltazione dell'Ego e raramente sulla crescita del Sé. In poche parole molta formazione "emozionale" nutre semplicemente il nostro Ego, affamato di approvazione sociale, consensi e riconoscimenti, senza agire sul vero bisogno di crescita della persona.
Per usare un paragone un po' forte potremmo dire che molti corsi non sono altro che "droga" per il nostro Ego, utile solo per un'esaltazione momentanea ma che non risolve il vero problema esistenziale. Anzi, più forte è l'impatto emozionale più frustrante sarà il ritorno alla vita di tutti i giorni.
Ovviamente la soluzione proposta da chi offre questo tipo di esperienze è di intensificare gli incontri formativi in modo tale da non avere mai il tempo di perderne i benefici, il che equivale a consigliare ad un tossicodipendente di assumere la propria droga sempre più spesso per evitare le crisi di astinenza.
E' così che alcuni "guru carismatici" trasformano in business la loro professione.

Dall'altra parte troviamo coloro che operano cercando di valorizzare la vera Identità della persona, sacrificando in questo modo l'Ego. Gli effetti di questo tipo di formazione sono sicuramente più lenti e a volte meno gratificanti nell'immediato (l'Ego non è mai contento quando viene messo in secondo piano o limitato). Ma hanno il grosso vantaggio di essere duraturi nel medio-lungo termine.
Questo non significa che la formazione di tipo emozionale non sia mai utile. A volte una scintilla è necessaria per accendere un fuoco. Ma una scintilla, da sola, non può scaldare una stanza. Tanto meno un cuore.




13 commenti:

  1. rachele sannia28 agosto 2010 00:00

    Non sono una formatrice ma nel mio lavoro di consulente aziendale spesso ho dovuto "formare" per rendere più facile la comprensione di alcuni meccanismi fiscali e contabili sconosciuti ai miei clienti ed ho notato che anche chi vuole essere formato perché capisce il valore della conoscenza difficilmente vuole faticare.
    Spesso le persone preferiscono gratificare il loro Ego e bere quel piccolo sorso che mette a tacere il Sé.
    Chi vuole avere formazione deve essere capace di lavorare su sè stesso e non voler concetti e formule veloci o perlomeno non solo quelle.
    Curare la formazione del Sè è molto difficile se non c'è anche la collaborazione della persona da formare e se soprattutto quest'ultima non conosce il suo limite e ne ha preso atto.
    Per cui penso che molti formatori si lancino sulla cura dell'Ego, pur sbagliando, perché altrimenti perderebbero l'audience e addio business.
    Quindi rimane il problema "come" e "quali" basi porre per far crescere il Sè?

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  2. Sono d'accordo con te Rachele che una parte di responsabilità è anche di chi cerca le scappatoie, piuttosto che affrontare il vero perché.
    Per rispondere alla tua ultima domanda, in realtà non si tratta di far crescere il Sé bensì di eliminare progressivamente l'Ego. Il Sé viene fuori di conseguenza, come la scultura dal blocco di marmo.
    Un primo passo per gestire il proprio Ego è riconoscere il nostro incessante dialogo interiore. Nel momento in cui facciamo attenzione a ciò che ci diciamo riusciamo anche a comprendere come nutriamo il nostro Ego.
    E' così che inizia il processo che dovrebbe portare, nel tempo, ad una maggiore Consapevolezza.

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  3. rachele sannia29 agosto 2010 00:09

    Detta così sembrerebbe più psicoanalisi che "formazione", anche se è vero che quando si "fa" formazione si studia la risposta dell'aula e quindi delle singole persone cercando di "lasciare qualcosa" a tutti anche nella molteplicità delle diversità.
    Però mi sembra quasi impossibile per un formatore riuscire a far capire la necessità di eliminare l'Ego per far posto al Sè.
    Speriamo bene.
    Ciao Fabrizio, bella discussione.

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  4. In effetti è un percorso che può essere fatto solo in parte con corsi in aula. Poi va proseguito con il coaching o comunque con un percorso personalizzato. Ma per quella che è la mia esperienza i risultati sono molto buoni, anche solo con la formazione in aula, almeno nel trasferire il motivo per cui l'Ego va progressivamente eliminato. Il farlo, ovviamente, è già più complesso...
    Un abbraccio.

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  5. Il mio Ego vive in un attico di 300mq con piscina riscaldata e cameriera bielorussa. Dici che è un problema???

    The Sniper

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  6. Eheh! Caro Sniper, l'Ego si tratta (quasi) sempre bene! Il problema è che lo fa a scapito di tutto il resto...

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  7. Infatti io vivo in un bilocale col bagno in comune con la portiera (uzbeka)...

    The Sniper

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  8. Caro Fabrizio ho apprezzato il tuo articolo.

    CAO DAVIDE LUIGI

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  9. Grazie mille, detto da un collega fa ancora più piacere. Ti aspetto per futuri scambi di opinione!

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  10. Carissimo Fabrizio Cotza,
    la mia "formazione" era stata quella della scuola (prima del '68!!!!)
    Per vari casi della vita, pochi mesi fà mi sono ritrovata a "subire" formazione da una ditta di Assicurazioni
    Mi sono ritrovata in un mondo completamente estraneo ed un poco assurdo (Vedi battimani continui)
    Uscivo dal Corso non avendo imparato qualcosa ed andavo in depressione, pensavo che fosse l'età!!
    Tu mi hai fatto capire!!!! il problema non è mio!!!

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  11. Cara Marta,
    il "battimani", così come le camminate sulle braci ardenti etc. non è che siano dannosi in quanto tali. Se metto della musica allegra può giovarmi allo spirito, ma non è detto che mi aiuti a comprendere le cause vere della mia tristezza (nel caso io sia già triste).
    Ora, non so chi vi abbia fatto la formazione, ma se come effetto ti dava depressione (mentre tu di solito sei una persona serena) qualcosa di certo non ha funzionato.
    Diverso è quando alcuni concetti, proprio per la loro profondità, ci lasciano inizialmente turbati. Vedere dentro noi stessi non è sempre un'esperienza così motivante ;)
    Per concludere: quando è capitato a me di assistere a questi incontri un po' all'americana ho provato un po' di disagio iniziale, ma alla fine mi sono divertito ad osservare le varie reazioni di chi mi circondava (senza giudicarli, ovviamente).
    Tutto può essere utile, se abbandoniamo l'Ego e ci immergiamo nella pura esperienza di ciò che ci accade. Anche il "battimani"!

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  12. Fabrizio , oggi ho scritto un post sull'Imprenditoria responsabile. mi farebbe piacere uno scambio pubblico di opinioni sincere sull'argomento.

    sarebbe ben accetto un intervento sul mio Blog.

    grazie

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  13. Silvia ImpactBusinesSchool13 novembre 2010 11:17

    Caro Fabrizio, condivido in pieno ciò che dici.........
    Da formatrice, ho vissuto sulla mia pelle la difficoltà di lavorare sulla crescita del sè piuttosto che sull'appagamento dell'io (ego): non è per nulla un percorso facile, e nella società in cui abbiamo vissuto fino a poco tempo fa, non è stato un percorso riconosciuto dagli altri.
    Oggi però, dopo anni, riesco a vedere e a godere dei successi raggiunti e soprattutto a "sentirmi" una persona migliore.
    Il mio impegno quotidiano è quello di portare lo stesso messaggio ai miei clienti.....non sempre disposti nell'immediato ad intrapendere questo tipo di percorso.
    Grazie per lo spunto molto interessante!

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Fabrizio Cotza - Formatore Sovversivo.
www.fabriziocotza.it