Nuovo percorso "Imprenditori Consapevoli"


E' ufficiale. A metà Febbraio verrà inaugurato il primo modulo del percorso dedicato agli Imprenditori Consapevoli.

Sarà il frutto di questi dieci anni di esperienze come formatore, in cui ho avuto modo di vedere e constatare aspetti positivi e negativi della formazione (soprattutto di quella motivazionale, legata principalmente all'esaltazione dell'Ego).

Posso dire con sufficiente tranquillità che si tratterà di un percorso davvero speciale, creato col cuore e non solo con la testa, per tutti coloro che vogliono ridare equilibrio alla propria vita, uscendo dagli ingranaggi imposti dal mondo circostante.

Dedicheremo molto spazio agli esercizi pratici, finalizzati all'acquisizione di una reale Consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che vogliamo essere.

Sperimenteremo assieme nuovi approcci legati al superamento dei blocchi emozionali.

Scopriremo come utilizzare risorse ben più potenti del cosiddetto "duro lavoro", per ottenere risultati più grandi e stabili, non solo in ambito lavorativo.

Toccheremo da vicino ciò che la vita può donarci se ci affidiamo al giusto flusso energetico.


Sarà una bella esperienza da condividere tutti assieme. Io non vedo l'ora ;)

In che piano della vita vuoi vivere?


C’è sempre un messaggio quando ci succede qualcosa che ci turba. Spesso cerchiamo “colpevoli” in quello che accade, convinti di dover cercare fuori le spiegazioni. Ma non è così. Le spiegazioni dobbiamo trovarle dentro di noi e quando questo non avviene la vita ti lancia un messaggio ancora più forte, nella speranza che questa volta tu capisca.



In questo consiste il vero concetto di “responsabilità”, spesso stravolto nel suo concetto più profondo e sminuito in un semplice “puoi fare qualcosa per cambiare le cose”. No, le cose non le puoi cambiare. Puoi cambiare la tua reazione. E se cambi la reazione passi ad un livello leggermente più alto in cui “quelle cose” non accadono più o sempre meno.

Decidi in quale piano del grattacielo vuoi vivere e che tipo di esperienze vuoi vivere da quell’altezza. Ma le cose non le cambi, così come non cambi le persone. Le persone sono quel che sono. Punto. Tu puoi solo decidere se vivere nel loro stesso piano o se fare due rampe di scale e vivere accanto a nuovi vicini di casa.
Più in basso rimani e più ti ritroverai a dover battagliare con gli invidiosi, gli infidi, i furbi, i nervosi. Salendo un po’ ci sono vicini ansiosi, impauriti, stressati. Un piano più alto e trovi quelli che passano semplicemente il tempo, senza nessun tipo di obiettivo. E ancora più su troveresti quelli gentili e poi quelli simpatici, e poi gli allegri, i sognatori, i generosi.
Il grattacielo è sempre lo stesso per tutti. Né bello né brutto. Serve solo per viverci. Ma il piano e la compagnia, quelli li decidi tu. E lo fai tutte le volte che dai il giusto significato a ciò che la vita ti mette davanti.
Puoi passare tutto il tempo a litigare in maniera forsennata col tuo vicino odioso, pensando che tutti i vicini siano esseri disgustosi e perfidi. Oppure puoi salire quel primo gradino che ti porterà da qualche altra parte. A volte potrebbe accadere di scendere invece che salire. Di passare un po’ di tempo nel seminterrato con pericolosi individui pronti a pugnalarti pur di rubarti qualche spicciolo. E ancora una volta sarai tu a dover decidere se cercare vendetta, rimanendo tra loro, o se perdonarli e andartene da lì.
Beh, io direi di darci appuntamento su, nell'attico, e di fare una bella festa tutti assieme, sotto le stelle.

La falsa ribellione


Tempo fa parlai dei black bloc, affermando che i loro comportamenti rafforzano il Potere Costituito invece che contrastarlo. Aggiungo, dopo i disordini dei giorni scorsi, che lo fanno anche in maniera sciocca. Che senso ha bruciare le auto parcheggiate, di normalissimi cittadini, per "protestare" contro i politici?

Vorrei vedere le loro reazioni se, tornati a casa, trovassero il loro motorino carbonizzato da un insegnante incazzato nei confronti della Gelmini.

Ecco perché sostengo che questi siano finti ribelli. Perché danneggiano coloro che, in teoria, dovrebbero "difendere".

E' lo stesso atteggiamento che vedo a volte negli stessi sindacalisti nelle aziende, più impegnati a "ribellarsi" a prescindere, piuttosto che a fare il vero bene di chi dovrebbero tutelare.

Tutte le volte che ho provato ad inserire degli incentivi meritocratici in azienda ho ricevuto la stessa reazione assurda: un muro di gomma, con affermazioni del tipo "o il premio lo date a tutti o a nessuno". Ovviamente la risposta di fronte a questo ricatto non può che essere "ok, non lo diamo a nessuno".

Quindi di chi hanno fatto gli interessi? Di sicuro non dei lavoratori.

Ribellarsi, difendere i propri diritti, lottare per la giustizia sono azioni sacrosante e che appoggerò sempre con tutte le mie forze.

Delegare tutto ai "professionisti della protesta" mi sembra invece folle. Soprattutto quando ottengono l'esatto contrario.


Sei "congruente" con i tuoi obiettivi?


Una delle cose più interessanti che ho appreso, facendo gli esercizi sulla Consapevolezza, è quanto spesso i nostri obiettivi "consci" sono poco allineati con quelli "inconsci". Questo aspetto viene chiamato "incongruenza" (tra conscio e inconscio) e spiega il perché a volte vediamo negli altri o in noi stessi comportamenti completamente opposti rispetto a ciò che si afferma di volere. Di solito definiamo persone di questo tipo "incoerenti", e spesso ci sembrano tipi "incostanti" o "indecisi".

Esempi classici sono coloro che sostengono di voler trovare "la donna della loro vita" ed immancabilmente si innamorano di persone che hanno valori totalmente opposti (per poi lamentarsi del fatto che non esistono più persone "serie").

Oppure quelli che dicono di volersi realizzare professionalmente e poi alla prima difficoltà cominciano a piagnucolare su quanto difficile sia il lavoro che svolgono.

O ancora, chi sbandiera di possedere grandi principi morali per poi scoprire che aveva una vita parallela segretissima e non proprio "etica".

In tutti questi casi il risultato sarà una lenta ma inesorabile crescita di conflitti interni, che portano a conseguenze più o meno gravi (dalla semplice insoddisfazione alla schizofrenia).

Ecco perché occorre rendere congruo il proprio subconscio con il conscio.

La buona notizia è che già in un'ora di esercizi specifici si ottengono ottimi risultati, soprattutto per chi di solito dice di non avere molta volontà (nel fare una dieta, nello smettere di fumare o nel prendersi cura di se stessi). Miracoloso?

Ovviamente no, ma come ogni buon esercizio dà i risultati migliori quando viene ripetuto nel tempo con sufficiente costanza.

E se uno non ha nemmeno la volontà sufficiente per fare questi esercizi? Beh, allora significa che non è vero che vuole migliorarsi e gestire le proprie insoddisfazioni. Il suo unico obiettivo è lamentarsi per ricercare la commiserazione altrui.

E' pur sempre una scelta.

Disoccupazione o "suicidio del virus"?


Ho fatto una ricerca per capire, in termini numerici, qual è la situazione dei disoccupati in italia (dove per disoccupati intendiamo chi cerca il lavoro e non gli inattivi in generale).

I dati non sono aggiornatissimi, ma si riferiscono a giugno 2010, in cui il numero dei disoccupati aveva toccato quota 2 milioni 194 mila, con oltre 500 mila licenziamenti (entro fine anno si arriverà, secondo le previsioni, a circa 950 mila).

Questi numeri sono molto più chiari se correlati al numero di aziende chiuse nel 2009: 11.477. E dall'inizio del 2010 c'è stata un'ulteriore aumento di procedure fallimentari, del 46%.

Sono numeri che parlano da soli, drammaticamente realistici per chi oggi si ritrova a cercare un nuovo posto di lavoro, forse non sempre così chiari a chi invece un lavoro ce l'ha.


Dico questo perché con la mia professione mi capita di incontrare ancora persone che passano la giornata a lamentarsi delle "imperfezioni" dell'azienda, che il titolare si dimentica le cose, che la pausa del caffè è troppo breve, che bisogna fare gli straordinari al sabato, che l'azienda pretende sempre più sacrifici e così via.

Fermo restando che è assolutamente giusto e sacrosanto impegnarsi per rendere il luogo di lavoro sempre più confortevole e piacevole per tutti, trovo però paradossale che ci siano ancora persone che devono essere "convinte" a lavorare, quando fuori è pieno di brava gente che ringrazierebbe mille volte per avere uno stipendio sicuro.

Buona parte del mio lavoro consiste nel trasferire a manager e imprenditori l'importanza della piena soddisfazione di un collaboratore, ma rimango io stesso sorpreso nel vedere in alcuni dipendenti una sfacciata ostilità nei confronti dell'azienda o un assoluto disinteresse per il proprio lavoro. Io ho rinominato questo comportamento "il suicidio del virus". Il virus infatti intacca e pian piano uccide il corpo che lo ospita, non calcolando il fatto che morto il corpo muore anche lui stesso. Allo stesso modo gli atteggiamenti apertamenti distruttivi, volti solo a creare zizzania, a fomentare malcontento, ad incitare ad una ribellione per tutto ciò che non va (invece di fare concretamente qualcosa per farlo andar meglio) assumono a volte lo stesso irrazionale atteggiamento del virus, che perisce insieme a ciò che distrugge. Perché questi atteggiamenti, se diffusi, di fatto distruggono un'azienda. Ed a pagarne le conseguenze saranno anche le cellule sane, ovvero tutti coloro che invece si sono sempre impegnati per il bene dell'impresa e, di conseguenza, per tutti coloro che ci lavorano dentro.

Può sembrare una riflessione ovvia, ma probabilmente c'è ancora qualcuno convinto che il diritto ad essere ostili e improduttivi debba essere salvaguardato ad ogni costo, sindacati in testa. Con le seguenze che tutti noi vediamo oggi e che saranno sempre più evidenti se proseguiremo per questa pericolosa strada.

A scuola da Roy Martina


Rieccomi. Sono stato assente qualche giorno perché ero ad un "corso di aggiornamento" con Roy Martina, uno dei miei "maestri" preferiti.

Anche questa volta Roy non ha deluso le mie aspettative, e torno a casa con tantissimi nuovi strumenti per affinare il nuovo percorso di "Formazione Consapevole".


Cercherò di riassumere i principali risultati che ho ottenuto da queste 5 giornate "full immersion":

- L'obiettivo superemo è quello di arrivare all'essenza di ciò che noi siamo, ovvero al nostro "Spirito", riconoscendo e poi eliminando tutte le sovrastrutture create dalla nostra educazione e dalla falsa immagine del Sé, ovvero dall'Ego.

- Per fare questo c'è bisogno di lavorare nel subconscio, ovvero sule nostre false credenze, sulle nostre paure, sul nostro bisogno di riconoscimenti esterni e così via.

- Per fare questo dobbiamo partire dall'accettazione incondizionata di ciò che siamo e di ciò che ancora non siamo (e su questo ci sono esercizi semplici ed estremamenti potenti).

- Dobbiamo inoltre perdonare definitivamente le persone che ci hanno provocato dolore e sofferenza, ma anche noi stessi (anche per questo c'è una procedura molto bella ed efficace).

- La grande sfida è riconoscere l'eco (quei pensieri che spesso abbiamo in testa) che ci potrebbe allontanare dalla vera immagine di noi stessi, per poi eliminare definitivamente ogni tipo di eco (invece che tentare di trasformare tutte le volte i pensieri negativi in positivi).

- In poche parole dobbiamo lavorare non per diventare "positivi" ma diventare "neutri" rispetto a ciò che accade all'esterno, in modo che non condizioni la nostra tranquillità interiore.


Non ne parlerò qui sul blog, perché si tratta di un argomento piuttosto delicato e complesso, ma è fondamentale scoprire cosa le malattie ci comunicano. Ovvero non vederle più come qualcosa da "sopprimere" ma come dei messaggi per il nostro spirito. E capire come la vera causa vada ricercata dentro di noi.

Questo sovverte ovviamente tutte le credenze legate alla cosiddetta "medicina tradizionale", che manifesta sempre più i propri limiti. Così come ormai risultano inefficaci le finte conoscenze cui veniamo sottoposti sin dai primi anni della scuola, e poi per il resto della nostra vita attraverso i mass media.


Insomma, il cammino si fa sempre più chiaro, le tessere del puzzle cominciano ad incastrarsi perfettamente ed io mi sento finalmente pronto per affrontare la sfida più importante del 2011: dopo questi 10 anni di studi e di esperienze voglio creare un innovativo percorso, finalizzato al benessere materiale, emotivo e spirituale delle persone. Il grosso è stato già fatto e testato, ora non rimane che renderlo facilmente fruibile per tutti coloro che sentono il bisogno di fare il salto di qualità.

Chiamerò questo progetto "Crescita consapevole totale".