Altre pecore Dolly... peggio delle altre!


Ringrazio Dolores Iannuzzi che mi ha segnalato un altro caso di Pecora Dolly, questa volta in duplice formato: non solo personaggi a noi noti hanno clonato il Winner Group spacciandolo per loro grande invenzione, ma addirittura hanno fatto copia e incolla di un articolo di questo mio blog, in cui descrivevo proprio il Winner Group, e lo hanno pubblicato sul loro sito, firmandolo a nome di uno di loro! (sostituendo ovviamente solo il nome del network...).
Come se non bastasse hanno pensato bene di intitolare il loro articolo "Vitamina M", esattamente come la nostra rubrica fissa su "Migliorare".
Davvero senza pudore.
Ma il bello è che una bassezza simile arriva proprio da chi dovrebbe farsi portatore di quei "valori" di cui si riempie la bocca.
E poiché hanno dimostrato di essere assidui lettori di questo blog ne approfitto per dare un suggerimento (gratuito!) a questi personaggi:
provate almeno una volta a creare davvero qualcosa di nuovo, altrimenti arriverete sempre secondi. Non è il concetto che "insegnate" nei vostri corsi agli imprenditori?


Le emozioni che fanno vincere


Chiunque può vincere nella vita, nel lavoro, in uno sport.
Ma il problema non è solo vincere, bensì essere consapevoli di quanto ci verrà a costare quella vittoria.
Posso ottenere una promozione schiacciando i miei colleghi o mettendoli in cattiva luce nei confronti del titolare. O semplicemente sacrificando la mia famiglia, il mio partner, la mia stessa vita.
La corsa al "budget a tutti i costi" ha annientato venditori, direttori commerciali ed imprenditori di numerose aziende.
Ciò non significa abbandonare obiettivi, smettere di essere ambiziosi o accontentarsi di ciò che viene. Significa comprendere che si possono ottenere le medesime cose senza necessariamente sacrificare la propria esistenza, ma addirittura rendendola migliore.
Tutto ciò passa attraverso l'uso corretto delle nostre emozioni, spesso sacrificate a vantaggio del mero intelletto o della sola forza di volontà.
L'adrenalina, di fatto, è una sorta di droga. In piccole dosi può aiutarci a superare ostacoli e a raggiungere mete importanti, ma abusandone, come tutte le droghe, crea effetti collaterali spesso devastanti.
Lo stress, l'ansia, il senso di spossamento cronico, varie nevrosi nascono proprio da questo aver "tirato troppo la corda". Quando ciò avviene la spirale diventa discendente, le cose appaiono più difficili, si comincia a perdere lucidità, non ascoltiamo più il nostro istinto. Di fatto comincia un processo di auto-distruzione.
Ecco perché ci sono momenti in cui è necessario fermarsi, ristabilire le giuste priorità e decidere di non scendere più a compromessi con i nostri valori più importanti.




Il Freedman pensiero

Il mio bravo collega Sergio Benanti ha riassunto in maniera efficace ciò di cui ci parlerà Joshua Freedman il 10 Maggio:

Chi opera quotidianamente in realtà competitive e vuole accrescere la propria efficacia personale e professionale deve educarsi ad acquisire, oltre a fondamentali competenze tecniche, anche competenze emotive, che risultano essere determinanti al fine di ottenere il successo lavorativo.

L'intelligenza emotiva può essere vista come la capacità di percepire, comprendere e regolare i propri stati d’animo e le proprie emozioni.

L’Intelligenza Emotiva non è la capacità di sopprimere le emozioni negative e di incoraggiare quelle positive, così come le strutture sociali, nelle quali siamo cresciuti e viviamo, ci hanno educato a fare sin dalla nascita.

Le emozioni sono utili, ci consentono di capire il nostro comportamento e di riflettere su noi stessi e sulle persone con cui ci relazioniamo.

Le emozioni non sono superflue, anzi, sono necessarie per la nostra sopravvivenza. Costituiscono, infatti, “pezzetti” di informazioni fondamentali per prendere le giuste decisioni nei contesti più disparati.

Il modello di intelligenza emotiva si rifà a quattro differenti set di abilità:

Identificare le emozioni - consiste nella capacità di identificare le proprie emozioni e di rilevare quella delle altre persone attraverso le espressioni facciali, le voci o le situazioni (...)

Utilizzare le emozioni - è la capacità di utilizzare le emozioni per facilitare le varie attività conoscitive, come pensare e risolvere i problemi (...)

Comprendere le emozioni - è la capacità di decifrare il linguaggio emotivo e di riconoscere i complicati rapporti che intercorrono tra le emozioni (...)

Gestire le emozioni - consiste nella capacità di regolare le proprie emozioni e quelle degli altri. A ciascuno di noi sarà sicuramente capitato, nel corso della propria vita, di perdere il controllo delle proprie emozioni (…)

Le competenze emotive possono essere apprese, ed in una realtà nella quale ci accorgiamo che l'organizzazione strategica di un' azienda, o del lavoro in generale, non bastano a fronteggiare la realtà, né a gestire persone, è opportuno evidenziare una delle considerazioni che stanno alla base del principio della leadership: non si può parlare agli altri se non si parte prima da se stessi!

E' importante rispondere a questa domanda: se volessimo “realmente” gestire persone non dovremmo forse essere prima in grado di gestire noi stessi?

Iscritti all'evento Joshua Freedman

Ad un mese circa dall'evento Joshua Freedman al Winner Group queste sono le aziende iscritte con i relativi ospiti:

1) Centro Ifoa (2 iscritti)
2) Radio Lattemiele (2 iscritti)
3) Oto Mills (5 iscritti)
4) Immobiliare San Pietro (13 iscritti + 10 ospiti)
5) Easy Drive (8 iscritti)
6) Mediabusiness (1 iscritto)
7) People Designers (3 iscritti)
8) Artec Ambiente (2 iscritti)
9) Par.co (4 iscritti + 2 ospiti)
10) Stella'z (1 iscritto)
11) Six2Six (2 iscritti)
12) Pro Tackles (4 iscritti)
13) 3ntini editore (2 iscritti + 2 ospiti)
14) Fotografo Salani (1 iscritto + 1 ospite)
15) Platinum Group (6 iscritti + 5 ospiti)
16) Studio Legale Di Mauro (2 iscritti)
17) Tedeschi (2 iscritti + 2 ospiti)
18) Sun Tek (3 iscritti)
19) Hotel Ramada (1 iscritto)
20) All Winners (10 iscritti + 10 ospiti)

Per le iscrizioni scrivete a info@winnergroup.it, specificando il numero degli iscritti e di eventuali ospiti.

Pecora Dolly

Un caro amico, Marco Monti, mi ha scritto qualche giorno fa una mail con questo titolo: Pecora Dolly.
Mi segnalava infatti di aver ricevuto via mail un invito a partecipare ad un nuovo Network "di aziende vincenti", e notando la somiglianza (o meglio, il "copia incolla") al pay off del Winner Group mi chiedeva se conoscevo questi personaggi.
Dopo aver visitato il sito gli ho risposto che li conoscevo bene, visto che alcune settimane prima mi avevano chiesto tutti i dettagli (accordi contrattuali compresi) per aprire un Winner Group nella loro regione.
La cosa non e` grave di per se'.
Cio` che lascia perplessi, infatti, non e` tanto l'essere clonati (almeno il pay off pero` potevate modificarlo!) quanto la contraddizione di chi promuove il concetto di partnership ed alleanza agli altri e poi alla prima occasione si comporta in maniera esattamente opposta, cercando il micro interesse personale.
Tra l'altro ho notato che questi personaggi non hanno neppure il buon senso di dire "sai, ho deciso di prendere l'idea e di farmelo per conto mio", ma semplicemente scompaiono, in un tentativo buffo di farlo in sordina.

Per fortuna questi episodi sono sporadici e molti professionisti seri hanno ben chiaro il concetto di vera Partnership.
Approfitto quindi per ringraziare Alberto Goffy e Tiziana Beghin di People Designers che hanno inaugurato il Winner Group Piemonte, Fabrizio Pirovano dello Studio Pirovano che partira` il 22 Giugno con il Winner Group Lombardia e Armando Balsano che da Luglio seguira` quello in Toscana.
Societa` di consulenza e formatori, in teoria concorrenti tra loro, che hanno invece ben chiaro come il futuro sara` di chi dimostrera` con i fatti di aver compreso il potere del Network e delle grandi alleanze.
Alle Pecore Dolly facciamo comunque il nostro in bocca al lupo... (ops!)