Negli ultimi anni le aziende sono diventate molto più selettive nella scelta dei propri collaboratori, ed il motivo è semplice: quando l'offerta aumenta chi "acquista" (in questo caso chi assume) non si accontenta più e cerca il meglio a parità di costo.
Questo per le aziende è diventato un bel vantaggio, mentre per chi è in cerca di lavoro le difficoltà si sono moltiplicate. Se a questo si aggiunge che spesso le persone che si candidano non sono particolarmente abili a compilare il loro curriculum o ad affrontare un vero e proprio colloquio di lavoro la sfida diventa quasi impossibile.
Un vero peccato soprattutto per tutti coloro che avrebbero le competenze e gli atteggiamenti idonei per poter ambire ad un posto di lavoro, ma che vengono scartati solo per non aver dato una buona impressione iniziale.
Quando consiglio qualche imprenditore sulla scelta da fare tra una rosa di candidati, o seleziono io stesso collaboratori per la mia azienda, mi trovo spesso di fronte a persone che commettono errori grossolani, che incespicano sulle domande che gli vengono poste, che dicono esattamente il contrario di quello che dovrebbero dire, perdendo così una serie di opportunità lavorative.
E purtroppo nessuno poi comunica loro i motivi per cui sono stati scartati o come migliorarsi per poter dare un'immagine più coerente al proprio valore professionale.
