Da quando ho deciso di dedicare parte del mio tempo libero
alla formazione per i ragazzi ho capito che avrei dovuto, una volta per tutte, comprendere la finanza.
Il motivo è semplice. Ad un adulto puoi dirgli che le
tasse servono per pagare il debito creato dalla crisi. Ad un ragazzino no.
Perché giustamente lui ti chiederebbe “In che senso? Debito di chi?”. Loro
vogliono risposte vere e sensate, a differenza degli adulti. Quindi mi è
toccato informarmi davvero.
Per scoprire una cosa davvero interessante: in realtà la
finanza ha molto a che fare con i ragazzini, perché viene gestita da adulti mai
cresciuti, che pensano di star giocando ancora a Monopoli. Lo scopo è vincere, a
prescindere dal fatto che le casette e gli alberghi siano virtuali e che quei
soldi siano finti.
Qualche anno fa dei conoscenti mi hanno convinto a
partecipare ad un gioco di società per “adulti”. Si chiama “Cash flow” ed è basato
su un libro molto famoso “Padre ricco, padre povero” di Robert Kiyosaki.
Quello che mi sorprese giocando con queste persone, fu l’enfasi
che ci mettevano, al punto tale che chi vinceva pensava
davvero di essersi arricchito, sebbene nella vita reale stentasse ancora ad
arrivare a fine mese. Il virtuale contava più del reale, con la distorta idea
che credendo nel virtuale anche il tuo reale può modificarsi (distorsione nata
dal famoso “pensiero positivo”, una vera piaga diffusa a beneficio di chi deve
manipolarti).


