Personalità pericolose - parte I


Nel mio "Libro Salvavita" ho parlato in generale di quel tipo di persone che tende a risucchiarti le migliori energie, tanto da averlo definito "Killer di EnergiaVitale". Ma all'interno di questo tipo di personalità ve ne sono altre, con varie sfaccettature affascinanti e a volte sconcertanti.
Una di queste è ben rappresentato da quel genere di persone che avrete sicuramente trovato lungo la vostra strada se siete soliti viaggiare spesso in autostrada. Sono quelli che si piazzano, ai 100 all'ora, sull'ultima di corsia di sinistra, sebbene a destra le altre siano completamente libere. Per distrazione può accadere a tutti di non spostarsi su quella più libera a destra, ma in questo caso parliamo di una situazione ben diversa, poiché loro non solo sono consapevoli di ciò che fanno ma sembra provino un certo gusto sadico a vedere la fila di auto dietro di loro che tenta invano di farli spostare. Non reagiscono né agli abbaglianti né al clacson, come se totalmente estranei a ciò che succede attorno a loro. Ma il culmine lo raggiungono un attimo dopo, ovvero quando tu -ormai esasperato- decidi di fare ciò che a scuola guida ti insegnavano come grave infrazione: sorpassi a destra. E in quel momento accade il miracolo. Da zombie che era il nostro caro amico si risveglia tutto d'un colpo, e appena gli passi di fianco comincia ad imprecare contro di te, per segnalarti che è proibito sorpassare a destra. Ed anche dopo che l'hai superato comincia lui a lampeggiarti forsennatamente!

Ebbene, questa modalità, ben chiara in questi casi si può manifestare in realtà in ogni momento. In ufficio sarà la persona che ti impedisce, con la sua lentezza, di fare anche le tue attività e che sembra assolutamente immune ad ogni forma di richiamo o sollecitazione. Ma appena si accorge che lo "sorpassi a destra", ovvero che cominci a fare delle azioni per by-passare la sua inettitudine ecco che improvvisamente si risveglia con una rabbia inaudita, accusandoti di ogni genere di scorrettezza. Ovviamente lui si appellerà ai codici, alle regole scritte, all'organigramma, ai contratti di lavoro. E, per assurdo, potrebbe anche aver ragione in tal senso, poiché "l'infrazione", in effetti, a questo punto l'hai commessa tu. E lui si spaccerà per vittima.

Se queste situazioni non vengono gestite con molta attenzione possono creare dei grossi problemi e conflitti difficilmente sanabili. Al lavoro come in famiglia.
Ecco perché bisogna sempre stare attenti a chi tende a "bloccare", a "rallentare", a "impedire". Perché porterà inevitabilmente coloro che invece desiderano raggiungere i risultati a dover infrangere le regole pur di andare avanti, passando ovviamente per i cattivi della situazione!

Consapevolezza e pensiero


Questo post segue al primo tentativo di "demolizione di mito": quello relativo al cosiddetto "Duro Lavoro".
Abbiamo visto, infatti, come l'immolare noi stessi al raggiungimento di obiettivi lavorativi rappresenti un approccio alla vita ampiamente superato e perseguito solo da chi non è stato in grado di evolversi.
Ma vi è un mito ancora più complesso da demolire. E' più arduo come compito perché molto più radicato in ciascuno di noi (compreso in chi vi parla). Si tratta dell'approccio basato unicamente sulla razionalità e sul pensiero logico.
Sin da piccoli siamo stati abituati (soprattutto qui in occidente) a sviluppare principalmente la ragione per poter affrontare le difficoltà della vita, e spesso questo sistema ci ha aiutato, dandoci buoni risultati.
Il limite di questo iper utilizzo del pensiero ci ha portati però ad infauste conseguenze, legate soprattutto alla reale capacità di agire senza condizionamenti legati alle esperienze passate o alle aspettative future. Quando pensiamo, infatti, ci distacchiamo automaticamente dall'essere "presenti" in ciò che facciamo ora. Basti vedere quante volte guidiamo in "automatico" perché assorti in riflessioni varie.

Il perdere contatto con ciò che avviene "qui e ora" (hic et nunc, dicevano i saggi latini) è assolutamente rischioso, soprattutto quando ciò diventa incontrollabile. Molte persone sostengono di non riuscire a non pensare, ovvero di non essere in grado di concentrarsi semplicemente nell'attività che stanno svolgendo. Sono sotto la doccia e pensano a cosa dovranno fare più tardi in ufficio, poi sono in ufficio e pensano alla discussione che hanno avuto la sera prima con la fidanzata, vanno dalla fidanzata e pensano alle difficoltà avute in ufficio, e così via all'infinito. Queste persone, di fatto, vivono la loro vita senza essere mai presenti! Il loro corpo è qui ma la loro mente è sempre altrove. Non stupisce che facciano fatica a godersi quello che nel frattempo accade attorno a loro o a gestire le problematiche che si presentano.

Per uscire da questo meccanismo il lavoro da fare è lungo e difficile, perché consiste nell'acquisire progressivamente consapevolezza di sé. E questo lo si può fare solo eliminando progressivamente le nostre inutili elucubrazioni mentali (qualcuno le chiama in altro modo, ma è piuttosto volgare!).
Capite bene che sostenere una lenta "disintossicazione mentale" va in direzione opposta al comune modo di affrontare vita e lavoro (fatto di arrovellamenti, lunghe riunioni che se stessi, elucubrazioni cervellotiche...).
Questo nuovo approccio sarà il filo conduttore di tutti i nuovi programmi formativi che stiamo sviluppando in All Winners e che di volta in volta andremo a condividere con tutti voi che seguite questo blog.
Siete pronti per questo lungo e affascinante viaggio?